BERSANI: “Monti cambi passo o l’Italia non si salverà”

ROMA – “A Monti chiedo un cambio di passo. E’ ora di riscrivere l’agenda, è il momento di rompere l’avvitamento tra austerità e recessione, di aprire gli occhi, di sostenere l’economia reale e battere i pugni in Europa sui piani antispread. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che in un’intervista a Repubblica definisce l’esecutivo tecnico “una parentesi non ripetibile” e sottolinea che il suo partito “è pronto per governare”.

– Credo nella possibilità di uno spiraglio per uscire dalla crisi,”ma ancora non lo vedo, e ho l’impressione che il governo finora non abbia percepito lo scivolamento dell’economia reale – dice Bersani – ci sono cose che il governo può fare subito: rafforzi gli sgravi fiscali sulle ristrutturazioni immobiliari in funzione antisismica e ambientale; adotti misure di sburocratizzazione eliminando passaggi burocratici o esternalizzandoli; finanzi l’innovazione coi crediti d’imposta sulla ricerca e la defiscalizzazione degli investimenti; introduca una vera Dual Income Tax.

Sul caro carburanti, “sento parlare di una defiscalizzazione dell’Iva sulle infrastrutture, praticamente senza copertura. Bene, ma perché da mesi si dice no alla sterilizzazione dell’Iva sulle accise per la benzina?”, dichiara il segretario del Pd, che per alleggerire l’Imu torna a proporre “un’imposta sui grandi patrimoni immobiliari” e chiede il “rafforzamento della tracciabilità dei capitali”.

In tema di elezioni, anticipate, “non le auspico e non le vedo all’orizzonte”, afferma Bersani, che esclude un nuovo governo tecnico.
– Il limite della soluzione tecnica non sta nel governo Monti, che pure ha fatto un gran lavoro, ma nella mancanza di univocità di una maggioranza che ha opinioni diverse – spiega -. In un Paese maturo si fronteggiano un centrodestra, un centrosinistra ed eventualmente una posizione centrale.

Chi vince, governa. Questo significa che non si può andare al voto proponendo una Grande Coalizione.

In merito ai timori sul dopo Monti, “se in Italia passasse l’idea che la politica non è in grado di tirarci fuori dalla crisi, noi ci porremmo al margine delle democrazie del mondo”, sostiene Bersani.

– Se a Bruxelles o sui mercati si ha paura per la tenuta del rigore in Italia, voglio credere che ci si riferisca a un rischio Berlusconi o a un pericolo populista, non al centrosinistra. Noi abbiamo fatto l’euro.

Sulla legge elettorale, Bersani si dice “disposto a chiudere in fretta”, ma a due condizioni: “un premio di maggioranza ragionevole”, il 15%, e “una quota significativa di collegi uninominali per ricreare un legame tra elettori ed eletti”. Parlando di alleanze, “entro ottobre saranno pronti 10-15 punti di programma”, sulla cui base “il centrosinistra proporrà un’alleanza di legislatura alle forze liberali e moderate”, spiega Bersani. “Dentro questo perimetro non ci sono solo Vendola e Casini, ma ad esempio anche i socialisti”, mentre Di Pietro “è evidente che vuole star fuori”. Per le primarie “in autunno vareremo una carta di intenti, e tra novembre e dicembre faremo le primarie di coalizione, con la massima apertura alle forze politiche e alla società civile”.

Bersani interviene anche sul conflitto sollevato dal Presidente Napolitano, che “si può criticare ma deve essere rispettato”, e si mostra disponibile a discutere di una nuova legge sulle intercettazioni ma, precisa, “la condizione è che ci sia un pacchetto complessivo di riforma della giustizia, con al primo posto le nuove norme contro la corruzione”.

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