Corruzione, Pdl: “No a fiducia se ddl non cambia”

ROMA – “Il ddl anticorruzione deve essere concordato con noi e se non sarà concordato e si dovesse mettere la fiducia, il governo non avrà la nostra fiducia. Da parte nostra c’è la volontà di una legge contro la corruzione, ma vanno chiariti alcuni aspetti”. A precisarlo è il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

– Il ministro Patroni Griffi – prosegue Gasparri – oggi ha parlato con l’entusiasmo del neofita. L’ho sempre apprezzato come ministro, perché ha dimostrato grande rispetto del Parlamento. Ma oggi ha fatto affermazioni preso da troppo entusiasmo. Perciò il testo del disegno di legge all’esame del Senato va migliorato in alcuni punti, per evitare che invece di combattere la corruzione si combattano altre cose.
Sulla stessa linea definita al Senato da Gasparri si schiera il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto:
– Siamo totalmente d’accordo con quanto detto – ha dichiarato.

Minimizza comunque il ministro della Giustizia Paola Severino:
– Io ritengo che i problemi tecnici siano tutti ragionevolmente risolvibili. Se in Parlamento si ritiene che il testo sull’anticorruzione possa essere migliorato ci sono tanti modi.

Mentre smentisce, attraverso una nota, “di aver rilasciato dichiarazioni sull’ipotesi di apporre la fiducia al ddl anticorruzione” all’esame del Senato. Il provvedimento, precisa la nota diffusa dal ministero, “è stato inserito nell’agenda come priorità del governo in quanto funzionale alla crescita del Paese, così come richiesto dall’Unione europea, assieme all’abbattimento dell’arretrato dei processi civili”.

Dal Pd interviene il capogruppo del partito in commissione Giustizia a Montecitorio Donatella Ferranti:
– Quando si parla di provvedimenti anticorruzione il Pdl pone sempre ostacoli. E’ ormai una costante: almeno vengano allo scoperto, dicano cosa non gli va bene del testo che il Parlamento ha già cominciato a discutere, perché non basta dire no alla fiducia. Fino ad oggi, non abbiamo avuto riflessioni di merito ma solo ultimatum al governo. Il Partito democratico – prosegue Ferranti – ha sempre sostenuto che il provvedimento anticorruzione sia una priorità per il paese, dunque il governo vada avanti con fermezza, nell’interesse generale e con responsabilità anche di fronte agli impegni internazionali.

Mentre Luigi Li Gotti, capogruppo dell’Idv in commissione Giustizia del Senato, attacca Gasparri e ribadisce la necessità di irrobustire il testo con norme più incisive:
– Il ministro Severino, quasi a rispondere agli attacchi forsennati del supertecnico del diritto Gasparri (cioè di colui che crede che il diritto sia semplicemente il contrario di storto), annuncia un rinnovato impegno sui possibili temi di riforma della giustizia. L’Idv condivide quanto affermato dal ministro sulla modificabilità del ddl anticorruzione e sull’esclusione del ricorso al voto di fiducia che, di fatto, annullerebbe il dibattito ancora in corso. E’ assolutamente necessario irrobustire il testo con norme più incisive e lavoreremo in questo senso.

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