Querelle con Grillo, Bersani: “Linguaggio di stampo fascista”

ROMA – “Pierluigi Bersani dovrebbe ringraziarci. Dandogli dello zombi gli abbiamo regalato un ultimo sussulto di vita”. A poche ore dallo scontro tra il leader del Pd e l’inventore del Movimento Cinque Stelle, la voce della solidarietà con Beppe Grillo dilaga nel suo sito ufficiale, mentre il ‘titolare’ evita di intervenire negando così a Bersani il “privilegio” del dialogo. Ma il leader democratico risponde senza mezzi termini:
– Se vuoi seppellirmi vivo, vienimelo a dire. Vediamo se me lo dice… – afferma, lanciando anche l’invito a fare “attenzione a far circolare, anche attraverso la rete, linguaggi che non vanno bene in una democrazia”.

Gli interventi del popolo del web sono spesso meri insulti, quasi sempre di cattivo gusto. Nel migliore dei casi i blogger fanno la caricatura dell’accento emiliano del segretario del Pd deformando la sua accusa: “noi non siamo fassisti. Bersani si accorgerà del suo errore dopo la mazzata elettorale”.

Bersani è tornato sulla polemica con una dichiarazione: “rispetto tutti e voglio parlare con tutti; intendo approfittare anch’io della sacrosanta libertà della rete”. Citando nuovamente gli insulti affibbiatigli dal leader del movimento cinque stelle, ha confermato che a suo avviso i metodi grillini sono “fascisti”:
– Io non insulto nessuno, ne tantomeno voglio iscrivere qualcuno al partito nazionale fascista che, per fortuna, non c’è più. Ho detto, e intendo ripetere, una cosa semplice e precisa. Frasi del tipo: ‘siete dei cadaveri ambulanti, vi seppelliremo vivi’ e così via, sono le frasi di un linguaggio fascista, così come lo abbiamo conosciuto in Italia, anche se il ventennio non esiste più.

Dal Pd e dintorni non sono mancati gli interventi di solidarietà con il leader del partito. Così Enrico Letta fa notare che Bersani “ha reagito ad un meccanismo che non fa bene alla politica perché Grillo è l’unico leader con il quale non si può avere un confronto faccia a faccia. Credo sia salutare che lo abbia preso di petto”.

Anche per Mario Adinolfi, recentemente approdato agli scranni di Montecitorio, “Bersani è stato offeso in modi sciocco ma il Pd deve avere chiaro che le prossime elezioni politiche si giocheranno sul web e noi siamo indietro”. Per Francesco Ruteli, presidente dell’Api, “l’Italia ha bisogno di lavoro e convergenze, non di uno scambio di insulti che non porta da nessuna parte”.

Meno “tenero” il commento di Felice Belisario dell’Idv:
– Bersani tira fuori classici slogan del Cavaliere. Non se la prende contro reati e ingiustizie, ma contro chi li denuncia. Il Pd cambi strada, torni al dialogo, non giochi al massacro dell’avversario come il peggiore Pdl.

I parlamentari del Popolo della Libertà hanno fatto finta di niente, nella speranza che lo “scontro a sinistra” lasci un’impronta nelle urne.

– Mi sembra che siano arrivati ai materassi – è il commento divertito di Roberto Formigoni secondo il quale la zuffa Bersani-Grillo “è la deriva inevitabile della sinistra italiana”.