Grillo vs media e politici: “Istigano per farmi fuori”

Pubblicato il 03 settembre 2012 da redazione

ROMA – Beppe Grillo cita Orwell di 1984 e attacca la neolingua utilizzata dai media per istigare a farlo fuori, a farlo passare da un bersaglio “metaforico” ad un bersaglio “reale”. Parafrasando un brano del celebre romanzo sul suo sito il blogger genovese spazza via con poche righe le molte critiche piovute sul movimento anche dall’interno e sostiene che il simbolo del M5S è suo e non della ‘Casaleggio Associati’, come sostenuto dai dissidenti che hanno accusato il Movimento di “pubblicità non trasparente” e presentato un esposto all’Agiocom.

Secondo l’esposto il movimento di Grillo sarebbe in realtà una società di e-commerce (la Casaleggio Associati, appunto) e dovrebbe poter essere identificata come tale dal consumatore-lettore. Il blogger risponde con due righe:
– Contrariamente a quanto riportano oggi i giornali il simbolo del MoVimento 5 Stelle è registrato a mio nome e non della Casaleggio associati (basterebbe una verifica per non fare figure di merda).

L’attacco frontale di Grillo a media e politici fa dire al Pdl, con Osvaldo Napoli, che Bersani ha sbagliato a definire Grillo un fascista perché si tratta solo di “un teppistello in cerca di notorietà. Un teppistello di quartiere che solo la cecità della politica può elevare agli onori della cronaca”.

Napoli dice che Grillo “chiagn’e fotte” e vorrebbe solo “tacitare i suoi avversari”. Ma a colpire e far discutere è soprattutto un passaggio del post titolato “Due minuti d’odio”:
– L’informazione – scrive Grillo – sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere come avvenne negli anni di piombo.

Un richiamo non da poco che fa dire al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino:
– Ho memoria viva di quegli anni e delle predicazioni d’odio che facevano i cattivi maestri e quanti lutti con le loro parole hanno determinato: se Grillo vuole imboccare questa strada se ne assumerà le responsabilità morali prima che giuridiche.

Grillo cita dunque un passo di 1984 nel quale si ricostruisce il clima d’odio utile a costruire, identificare, l’obiettivo da colpire, l’avversario da abbattere. Grillo scrive che “il rito quotidiano dell’odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli aderenti al Movimento e dei miei collaboratori è diventato fragoroso, insopportabile, indecente. Lo scopo è quello,chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo. Non discutono mai (i media Ndr) del merito (ad esempio del programma), insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere. E Dopo? Dal tiro al bersaglio metaforico si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere, come avvenne negli anni di piombo”.

A Grillo replica a stretto giro il pidiellino Ginefra:
– Il dispensatore di insulti H24 gioca a far la vittima per continuare a far parlare di se contestando i media. Siamo alle prese con un chiaro disturbo galoppante e narcisistico della personalità. L’attacco ai media è tipico dei leader autoritari e antidemocratici; solo l’ultimo atto di una campagna di discredito delle istituzioni da parte di un uomo prigioniero del suo personaggio.

Renzi: “È neve al sole
“Beppe Grillo è in crisi di visibilità. Si rende conto che via via che passano i giorni le sue promesse si sciolgono come neve al sole”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, rispondendo ai giornalisti a margine dell’inaugurazione dell’asilo nido aziendale della Menarini.

– In questa crisi di visibilità – ha aggiunto Renzi -, da acuto utilizzatore dei media, deve tutti i giorni inventare qualcosa. Grillo che si lamenta dell’eccesso dei toni nella comunicazione è l’emblema della contraddizione in termini. Un signore che riempiva le piazze con 10.000 persone per insultare gli altri, come può oggi lamentarsi degli eccessi dell’altrui comunicazione?.

Per Renzi “la soluzione è non rispondergli sui temi che lui vuole affrontare, ma dire che sulle proposte di riduzione dei parlamentari e di dimezzamento delle indennità, il Pd per primo dovrebbe far proprie queste battaglie”.
– Quando poi Grillo – ha continuato – parla di mafia che non esiste, di Aids che non é un problema, o come vedo in un video che sta girando in queste ore sul web e che mi lascia sconvolto, che spiega ai carabinieri come picchiare gli immigrati di nascosto, dimostra la sua totale incapacità di essere una persona civile prima ancora che un leader politico”.
Grillo utilizza Twitter per il contrattacco al primo cittadino di Firenze:
– Hanno bussato alla porta e non c’era nessuno. Era Matteo Renzi – scrive il comico.

Fassina: “Mi ricorda Berlusconi”
Grillo vittimista mi ricorda il Berlusconi che gridava all’assalto dei media, dopo i suoi attacchi scomposti alle istituzioni’’. Il paragone è del responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, che in un’intervista al Messaggero invita il leader del M5S a fare ‘’proposte concrete, invece di insultare o evocare un passato pericoloso’’.

– Grillo – spiega Fassina, ‘ha imparato benissimo la lezione dell’aggressione e del vittimismo per avere sempre i riflettori puntati su di sè. E’ una strategia comunicativa che, purtroppo, ben conosciamo e Grillo la usa benissimo’. Evocare gli anni di piombo, aggiunge, è un atteggiamento di totale irresponsabilità.

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