Alla Farnesina una riflessione sul decennio buio in Argentina

Pubblicato il 04 settembre 2012 da redazione

ROMA- “L’altro ieri, la dittatura: per non dimenticare. Colloquio sulla storia argentina negli anni dal 1974 al 1983” è il titolo dell’incontro che avrà luogo la mattina di giovedì 13 settembre alla Farnesina.

I lavori, che si svolgeranno dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nella Sala Aldo Moro del Ministero degli Esteri, saranno moderati da Roberto Da Rin della redazione esteri de Il Sole 24 Ore. Interverranno: Carlos Cherniak, rappresentante per i diritti umani dell’Ambasciata d’Argentina in Italia; Taty Almeida, componente delle Madres de Plaza De Mayo – Linea Fundadora e cittadina onoraria della Città di Torino dal 2007; Norma Berti, ex detenuta nelle carceri clandestine in Argentina; Sonia Belforte, testimone dell’atteggiamento consenziente alla dittatura della maggioranza silenziosa argentina; Sergio Dal Farra, rifugiato nell’Ambasciata italiana di Buenos Aires per sfuggire all’arresto, dove visse due mesi; Giancarlo Ceraudo, fotoreporter freelance, che con le sue foto ha raccontato le vicende politiche in Cile, Uruguay, Paraguay, Brasile e Bolivia e, con un’accurata ricerca, ha tracciato le rotte dei “voli della morte” della dittatura argentina; Renzo Sicco, direttore artistico di Assemblea Teatro; ed Annapaola Bardeloni, attrice della stessa compagnia e protagonista dell’attività teatrale in Sud America.

Le conclusioni dell’evento, patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri, saranno affidate al ministro Giulio Terzi di Sant’Agata.

Ed è proprio Terzi a riflettere, nella sua introduzione all’incontro, che “dal punto di vista storico è passato in realtà solo
un attimo, da quei tragici eventi in Argentina. Mentre molti in tutto il mondo tacevano, minimizzavano e, increduli, non intervenivano, 30.000 civili – e tra loro almeno 1.600 cittadini italiani – venivano torturati, trucidati, a volte gettati in mare vivi dagli aerei della morte. Ciò che non vogliamo cancellare oggi è il ricordo di quei fatti, la memoria, che è custode di tutte le cose e che deve essere di monito specie alle nuove generazioni: affinchè tragedie del genere non accadano mai più, perché – come ha detto lo scrittore ebreo e Premio Nobel per la Pace Eli Wiesel – “La neutralità favorisce sempre l’oppressore, non la vittima, e il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato””.

Il lavoro di Assemblea Teatro in America Latina e soprattutto il sostegno offerto alle Associazioni per i Diritti Umani d’Argentina oggi diventano occasione per il colloquio che si svolgerà a Roma, nella sede del Ministero degli Affari Esteri. Si parlerà di Argentina, di storia recente e di diritti umani, a pochi giorni dalla nuova tournée che per un intero mese vedrà una compagnia teatrale italiana protagonista in cinque diversi Paesi del Sud America. Il tour di Assemblea Teatro, dopo aver toccato Ecuador, Colombia, Paraguay e Uruguay, si chiuderà in Argentina in un luogo-simbolo, l’ESMA – Escuela Superior de Mecánica de la Armada, oggi Museo della Memoria a Buenos Aires.

Assemblea Teatro, da oltre quindici anni, cammina a fianco delle madres, delle abuelas e degli hijos, che per oltre trentacinque anni non hanno mai ceduto al desiderio di ottenere giustizia per i propri cari e per tutti i desaparecidos. Taty, Estela, Hebe, Lita sono soltanto alcune delle donne dai fazzoletti bianchi che la compagnia ha incontrato e sostenuto nel tempo. L’incontro del 13 settembre giunge anche quale riconoscimento a questo percorso che, con tenacia e costanza, ha fatto sì che un pezzo di storia drammatica non venisse insabbiata nell’oblio.

Un colloquio aperto ai giornalisti italiani che hanno seguito nel corso degli ultimi quindici anni le vicende argentine e di tutto il Sud America, un’occasione unica per operatori culturali e studenti che potranno approfondire la propria conoscenza confrontandosi direttamente con alcuni dei protagonisti di queste vicende.

Il passato recente dell’Argentina, la tragedia dei desaparecidos, la lotta delle madri per la verità, che proprio negli ultimi mesi ha trovato una definitiva vittoria con i processi che hanno dichiarato colpevole il Generale Videla e i componenti della Giunta Militare che nel 1976 attuarono il golpe, sono gli argomenti dell’incontro.

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