Siria: Assad ‘apre’ alla Croce Rossa ma continua fuga dal paese

DAMASCO – Giornata all’insegna della diplomazia in Siria, dove tuttavia le parole non hanno messo a tacere le armi. Il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha incontrato il responsabile della Croce Rossa Internazionale (Cicr) Peter Maurer, al quale ha confermato il suo appoggio al lavoro dell’organizzazione ma solo fino a quando questa restera’ “imparziale e indipendente”. Un colloquio “positivo”, lo ha definito la Cicr in un comunicato, sottolineando come, durante l’incontro, si sia discusso di questioni “relative alla protezione della popolazione civile durante le ostilita’ cosi’ come l’importanza dell’accesso all’assistenza medica e alle necessita’ fondamentali e anche le visite ai detenuti”. Maurer e’ arrivato lunedi’ a Damasco per incontrare Assad e alti funzionari del regime, nel tentativo di migliorare l’accesso dei civili agli aiuti umanitari.

Nel Paese, intanto, la situazione continua a peggiorare: i Comitati di Coordinamento Locale hanno denunciato la scoperta a Muadamiya, alla periferia di Damasco, dei resti di dieci persone giustiziate, di cui sette sono state identificate. Non si fermano le operazioni militari del regime contro Aleppo, dove l’artigleria di Damasco ha fatto varie vittime nel quartiere di Maiser. I ribelli hanno riferito di intensi bombardamenti anche su Deir Zur, nella regione orientale del Paese, mentre continua l’assedio della cittadina di Taftanaz, nella provincia settentrionale di Idleb. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, di base a Londra, nella sola giornata di ieri si sono contate 153 vittime in tutto il Paese, di cui 72 civili – tra cui 19 bambini e 14 donne – 42 soldati e 30 ribelli. Tra i morti, anche un’intera famiglia di Aleppo sterminata da una bomba lanciata dai caccia di Assad sul cuore della citta’. Un alto comandante siriano ha assicurato che l’esercito riconquistera’ la roccaforte dei ribelli “entro dieci giorni”.

L’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) ha fatto sapere che piu’ di 100mila siriani hanno lasciato il Paese ad agosto, il bilancio mensile piu’ alto dall’inizio del conflitto. “Si tratta di una significativa escalation nel movimento dei rifugiati”, ha osservato una portavoce dell’agenzia Onu, aggiungendo che adesso il numero totale di quanti sono fuggiti in Siria e’ giunto a 235mila, “il che comporta una situazione molto precaria in quel Paese”. “Stiamo cercando di rispondere facendo il meglio possibile”, ha aggiunto la portavoce.

La Cina ha ammesso che la situazione nel Paese sta peggiorando, ma ha ribadito la sua assoluta opposizione a qualsiasi intervento armato esterno. “La soluzione politica rimane l’unica via d’uscita per la Siria”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Hong Lei, nel consueto appuntamento con la stampa, alla vigilia dell’arrivo nel Paese del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. “Abbiamo sempre ritenuto che l’unica strada sia quella di una soluzione. Al momento la situazione sta peggiorando, ma piu’ la situazione peggiora, maggiore unita’ e’ necessaria”. In Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Mosca e Pechino hanno posto il veto a qualsiasi risoluzione per mettere pressione il presidente siriano, Bashar al-Assad.

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