Colosseo cade a pezzi, arriva la zona rossa

ROMA – Distacchi frequenti a causa delle condizioni climatiche. Il Colosseo preoccupa e per salvarlo è in arrivo una zona rossa con dissuasori di design. Un’area di rispetto fino a 15 metri che protegga l’Anfiteatro Flavio, i cui quasi 2000 anni cominciano a farsi sentire, complici anche smog, auto e il meteo inclemente. Dentro, avvisa la Soprintendenza, non ci dovranno essere attività commerciali: dunque dopo la combattuta “cacciata” dei gladiatori toccherà ai camionbar e ai venditori di souvenir traslocare.

La zona rossa, voluta dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, è già in fase di progettazione dopo un attento monitoraggio sul monumento effettuato nei mesi scorsi. In un documento dell’agosto scorso, la Soprintendenza scrive che “il fenomeno del distacco di piccoli frammenti dal Colosseo si è intensificato nel corso degli ultimi mesi nonostante le attività di controllo e manutenzione”. Ed anche in un documento dei vigili del fuoco si fa riferimento al fatto che “il monumento è interessato da un’accelerazione del fenomeno di disgregazione del materiale lapideo e pertanto si verificano distacchi frequenti”.Proprio per questo, si è ritenuto opportuno predisporre “una fascia di rispetto da realizzare intorno al monumento”. Il Colosseo, dunque, sarà protetto non solo da eventuali atti vandalici, ma anche da camion e venditori ambulanti che ogni giorno assediano la piazza antistante l’Anfiteatro. In una nota di ieri, però, la Soprintendenza precisa che “non esiste nessun allarme crolli e non si sono verificate cadute di frammenti. Ciò non toglie che sotto gli occhi di tutti si verifichino da tempo fenomeni climatici e fisici estremi che possono comportare un fattore di rischio, come dimostrano i recenti distacchi di materiale riscontrati in numerose zone della capitale e su manufatti ben più recenti dei monumenti archeologici”, come per esempio quello avvenuto sul muro della salita del Pincio.

Le associazioni ambientaliste, Italia Nostra e Legambiente in testa ma anche il comitato Roma Sì Muove, si schierano a favore della ‘zona rossa’ ma chiedono soprattutto di limitare l’accesso delle auto nell’area archeologica, dove in media transitano circa 3.000 veicoli l’ora. Anche il deputato del Pdl ed ex sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, invita il sindaco Gianni Alemanno a “chiudere al traffico l’area” dimostrando la “stessa sensibilità e la stessa passione” del suo predecessore Luigi Petroselli. Sullo stato di salute del monumento ironizzano invece i turisti che continuano a immortalare l’Anfiteatro che un tempo fu teatro di epici combattimenti.

– Devono far tornare i gladiatori – dice un turista facendo riferimento al recente allontanamento dei figuranti dall’area archeologica – loro lo proteggevano.

– Ma di cosa ci lamentiamo – dice una ragazza pugliese in vacanza a Roma – con tutto lo smog che questo monumento respira da anni: ma vi sembra normale un capolinea dei bus proprio qui? E’ trattato come uno spartitraffico…
Intanto a dicembre partirà il tanto atteso restauro del Colosseo, finanziato dal gruppo Tod’s con 25 milioni di euro. Dopo 73 anni l’Anfiteatro Flavio si rifà il look e chissà che non si pensi anche alle ultime problematiche con un intervento anche alla circolazione e all’intera area archeologica.

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