Giornata chiave per la Bce, verso acquisti illimitati bond

ROMA – Si sono ulteriormente scaldati gli ottimismi dei mercati sulle ipotesi di un nuovo piano di interventi calmieranti sui titoli di Stato da parte della Banca centrale euroopea, che oggi terrà una riunione chiave del Consiglio direttivo. Questo dopo indiscrezioni di stampa che, citando esponenti dell’istituzione, riferivano che il presidente Mario Draghi si sarebbe orientato ad elaborare un meccanismo di interventi che prevederebbe acquisti “illimitati”, sebbene compensati con interventi di “sterilizzazione” volti a evitare storture ed eccessi dell’offerta complessiva di liquidità.

Ipotesi, dopo quelle già trapelate negli ultimi giorni sulla propensione a procedere ad acquisti di bond fino a tre anni di maturazione, che hanno rapidamente innescato ulteriori e netti calmieramenti dei tassi su Italia e Spagna, favorendo un rientro degli spread anche sulle scadenze più lunge. E sulla scadenza dei decennale il calo degli spread è stato favorito anche da un inconsueto smacco della Germania ad un’asta di collocamento: alla vigilia di possibili decisioni rilevanti da parte della Bce evidentemente molti investitori hano ritenuto rischioso esporsi agli elevati prezzi (e bassi rendimenti) dei Bund. E così lo spread tra Btp italiani a 10 anni e titoli tedeschi è arrivato a cendere fino a 402 punti base, dai 428 di ieri in apertura.

Più prudenti le Borse mentre la riunione di oggi resta un compito impegnativo per la presidenza Draghi, tanto più che da esponenti vicini al governo tedesco sono giunti segnali su un appoggio solo “condizionato” alle manovre che la Bce avrebbe allo studio. Michael Fuchs, parlamentare vicino alla cancelliera Angela Merkel, ha avvertito che Berlino si opporrebbe a acquisti “eccessivi” di bond, lasciando trapelare una sua contrarietà verso il cocetto di “acquisti illimitati” che invece sembra tanto piacere ai mercati. Questo dopo che già da settimane a frenare l’interventismo della Bce è stata soprattutto la componente teutonica del direttorio, capeggiata da Jens Weidmann, il governatore della Bundesbank.
Peraltro diversi analisti negli ultimi giorni hanno invitato ad evitare eccessi di attese su quello che effettivamente verrà stabilito dal direttorio. E non è detto che le ipotesi di stampa trovino tutte conferme nell’ufficialità delle comunicazioni. Dopo tentativi di recupero Milano ha chiuso al meno 0,62 per cento, Londra al meno 0,25 per cento, Parigi al più 0,20 per cento e Francoforte al più 0,46 per cento. L’euro invece ha riguadagnato quota riportandosi sopra 1,26 dollari.

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