Unicef: 1,3 mln di bambini colpiti dalle violenze della guerra

Pubblicato il 06 settembre 2012 da redazione

BEIRUT – Sono oltre 1 milione e 300mila i bambini colpiti dalle violenze in Siria. Il bilancio fornito dall’Unicef, comprensivo dei piccoli uccisi, feriti, rimasti orfani o privati di cure e nutrizione adeguata in patria o nei Paesi vicini, dà l’idea delle dimensioni di una tragedia di cui non si scorge la fine e che anche ieri ha richiesto il suo tributo di sangue: non meno di 97 morti, secondo i Comitati locali di coordinamento dell’opposizione (Lcc). E ancora una volta tra le vittime diversi sono i bambini. Nel bilancio della giornata, infatti, i Comitati hanno incluso 23 persone, tra i quali appunto diversi minori, trovati uccisi nelle loro case con evidenti ferite da armi da taglio a Zamalka, sobborgo orientale di Damasco investito da un’offensiva delle forze governative.

Mentre nella periferia sud della capitale intensi bombardamenti sono stati effettuati, con un bilancio di 8 morti secondo gli oppositori, sul campo palestinese di Yarmuk, dove si sono organizzati comitati anti-governativi congiunti palestinesi e siriani. I bombardamenti e i combattimenti più sanguinosi sono segnalati proprio nella capitale e nei suoi sobborghi – 59 morti in tutto – dopo la battaglia che nei giorni scorsi aveva investito Aleppo. Ma l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) afferma che combattimenti sono avvenuti anche nella provincia di Homs, dove si sono affrontati da un lato oppositori armati e dall’altro forze militari regolari e miliziani di comitati locali alawiti, la stessa branca dello sciismo di cui fa parte il presidente Bashar al Assad. Gli scontri, precisa l’Ondus, sono scoppiati quando i ribelli hanno attaccato posti di blocco governativi nei pressi di Krak des Chevaliers, dove sorge un’antica fortezza dei Crociati, e di Wadi al Nasara, la ‘valle dei cristiani’ dove sono situati diversi villaggi ortodossi. In precedenza un’altra fonte, il sito di approfondimento Syria Comment, aveva parlato della formazione nella regione di Latakia di milizie di residenti alawiti per combattere gli oppositori armati. Un nuovo preoccupante segnale per chi teme un’aperta guerra civile di carattere confessionale.

Da parte sua l’opposizione armata cerca di ricucire le divisioni interne dandosi un nuovo comandante e un nuovo nome. L’Esercito siriano libero (Esl), che raggruppa la maggior parte delle formazioni militari anti-regime, si chiamerà d’ora in poi Esercito nazionale siriano (la stessa denominazione dell’esercito governativo fedele al presidente Assad) e sarà agli ordini del generale Hajj Ali, il disertore dell’esercito governativo più alto in grado, che prende il posto del colonnello Riad al Assaad. L’obiettivo, ha detto Haji Ali al quotidiano panarabo saudita Asharq al Awsat, è quello di “unire le fila dell’opposizione armata ed evitare che nel dopo Assad possano sorgere divisioni interne, guerra civile e confessionalismo”.

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(ANSA) - ROMA, 16 DIC - "Dispiace sicuramente aver perso, un po' di più perché è passato un po' di tempo dall'ultima e non eravamo più abituati". E' amareggiato il tecnico dell'Inter, Luciano Spalletti, dopo il primo ko stagionale, contro l'Udinese. "Ma ce la siamo un po' andati a cercare - le sue parola a Premium - perché nel 2/o tempo abbiamo sbagliato troppo, siamo stati timidi e poi loro sono stati bravi, hanno fatto valere la loro fisicità. Oggi non ci è girata tanto bene". Spalletti esclude che il ko possa essere 'figlio' di un calo fisico: "No, assolutamente. L'aspetto fisico mi è sembrato a posto ma nella ripresa abbiamo sbagliato molto tecnicamente e dove abbiamo aumentato la distanza tra i reparti. La differenza l'ha fatta la gestione errata della palla. Il gruppo in testa ha fatto un girone d'andata tutto in volata, è stato uno sprint continuo. Ora chiaramente chi si siede un attimo rischia di essere superato. Noi non volevamo questo, eravamo convinti di fare un'altra prestazione che evidenziasse la nostra crescita".

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(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 16 DIC - Due giovani studenti, impossibilitati a frequentare le lezioni perché figli di un testimone di giustizia e a rischio di perdere l'anno scolastico, hanno seguito un programma mirato di formazione che alterna lezioni domiciliari ad attività didattiche a distanza. E' la soluzione - resa nota dalla Prefettura di Reggio Calabria - trovata grazie alle sinergie istituzionali che si sono attivate dopo la segnalazione di un sacerdote. Le linee guida operative obbligano all'adozione di rigide misure di sicurezza, per cui gli studi dei due ragazzi erano a rischio. Dopo la segnalazione ricevuta l'istituto scolastico reggino e l'Ufficio scolastico provinciale, è stato avviato un dialogo per individuare le più idonee soluzioni per garantire le esigenze di protezione con quelle del diritto allo studio ed alla formazione. "Le buone prassi devono diventare la regola: anche per questo è importante che il Senato approvi definitivamente la riforma sui testimoni di giustizia, commenta il deputato Pd Davide Mattiello.

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(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Richiesta di giudizio immediato della Procura di Roma per Massimo Nicoletti, figlio di Enrico, quest'ultimo ritenuto dagli inquirenti l'ex cassiere della banda della Magliana. Il pm Luca Tescaroli gli contesta l'accusa di trasferimento fraudolento di beni finalizzato ad eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniale. La richiesta di immediato è estesa anche a Mario Mattei, considerato un prestanome di Nicoletti. Il gip Flavia Costantini ha fissato la data del 14 febbraio prossimo per l'esame della richiesta. I due imputati avranno facoltà di chiedere di essere giudicati con il rito abbreviato.

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