Draghi: via al piano anti-spread della Bce

Pubblicato il 06 settembre 2012 da redazione

ROMA – Acquisti illimitati, ma condizionati alle riforme e agli impegni concordati. E’ la decisione presa ieri dalla Banca centrale europea, che ha definito le modalità del programma di acquisto di bond dei Paesi in difficoltà. Lo ha annunciato il presidente Mario Draghi al termine della riunione del direttivo dell’Eurotower. Ci sono molte differenze con i programmi precedenti che ci fanno pensare che questa volta funzionerà”, ha affermato il presidente.

L’impegno dei governi alle riforme e la realizzazione dei programmi concordati sono elementi “necessari” perché la Bce possa intervenire sui bond. Gli acquisti dei titoli di Stato da parte dell’Eurotower non avranno “limiti quantitativi ex ante”, saranno sulla parte breve della curva dei rendimenti e verranno sterilizzati. La “dimensione” degli acquisti sarà “adeguata al conseguimento degli obiettivi”, ha spiegato Draghi, precisando che per quantità delle transazioni monetario “non ci sono limiti” e che il piano si riferisce ai titoli di Stato con scadenza tra uno e tre anni. Le azioni di acquisto saranno però interrotte in caso di mancato rispetto degli accordi da parte dei paesi. La Bce ha deciso inoltre di ampliare le garanzie che le banche possono fornire in cambio di liquidità.

– L’acquisto diretto di bond è previsto dall’articolo 18 dello statuto della Bce – ha puntualizzato Draghi -. E’ uno strumento a disposizione della politica monetaria. Se il fondo monetario internazionale volesse partecipare ai programmi di finanziamento sarebbe più che benvenuto – ha aggiunto. E Il piano è stato apprezzato dal Fmi, con il direttore generale, Christine Lagarde, che si è detta “pronta a collaborare” al piano di acquisti della Bce.

Con l’avvio dell’acquisto di bond, precisa il presidente della Bce, la Banca centrale perderà la sua “peculiarità di creditore privilegiato”. Il voto in Consiglio su questo tema “non è stato unanime”, perché ‘’c’è stato un voto in dissenso”, prosegue. E nel renderlo noto, aggiunge: “Lascio a voi indovinare di chi è’’ il voto contrario.

Il programma di acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario della Bce “ci permetterà – spiega – di affrontare le gravi distorsioni nel mercato dei bond governativi che hanno origine, in particolare, da timori ingiustificati da parte degli investitori sulla reversibilità dell’euro”. La decisione, continua poi Draghi, non contrasta quindi con il mandato della Bce:

– Lasciatemi ripetere quello che ho detto il mese scorso – ha scandito – Noi agiamo strettamente nell’ambito del nostro mandato per mantenere la stabilità dei prezzi nel medio periodo, agiamo in maniera indipendente nel determinare la politica monetaria, l’euro è irreversibile.

La ‘’misura” degli acquisti di bond da parte della Bce sarà “tale da centrare gli obiettivi”. Poiché “ha molte differenze” dai programmi precedenti “questa volta funzionerà”, puntualizza Draghi che ribadisce: le decisioni del Consiglio di oggi sull’acquisto dei bond sono state prese “in totale indipendenza” e “non c’è stata alcuna discussione con altre istituzioni”.
Riguardo la crescita nell’area euro, per il presidente al momento “resta debole” e lo scenario è sottoposto “ad alta incertezza”, con “rischi al ribasso”.

La Bce rivede al ribasso le stime della crescita nell’eurozona per il 2012 e per il 2013.
– Le previsioni di settembre dello staff macroeconomico della Bce per l’area euro prevedono una contrazione del Pil su base annua tra lo 0,6 e lo 0,2% per il 2012”, mentre per il 2013 il Prodotto interno lordo dovrebbe variare tra “un meno 0,4% e un +1,4%.

Draghi dunque prevede che la crescita economica dell’area euro resterà “debole, con le tensioni in corso sui mercati finanziari ed un’accresciuta incertezza che pesa sulla fiducia”.

L’inflazione nell’eurozona, prevede Draghi, resterà sopra il 2% per tutto il 2012.
– A causa dei prezzi dell’energia e dell’aumento delle tasse indirette in alcuni Paesi dell’area euro – ha detto – ci aspettiamo che i tassi di inflazione restino sopra il 2% durante il 2012, per scendere sotto quel livello di nuovo nel corso del prossimo anno.

La Bce ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,75%. Anche il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale resta all’1,50% e quello sui depositi allo 0,00%.

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