Monti: “Impossibile non ci sia un leader”. Bersani: “Deciderà il voto chi governerà”

Pubblicato il 10 settembre 2012 da redazione

CERNOBBIO – Il governo tecnico è “un esperimento”, un’esperienza “episodica e limitata nel tempo”. Nel giorno dello scontro tra Casini e Alfano sull’ipotesi di un Monti bis, il presidente del Consiglio Mario Monti ribadisce, dal palco di Cernobbio, che questo esecutivo finirà nel 2013.

– Non posso credere che in Italia non ci sia un leader in grado di guidare il Paese – avrebbe aggiunto rispondendo ad alcune domande durante i lavori a porte chiuse del workshop Ambrosetti. Un intervento in cui il premier ha nuovamento sottolineato il senso di responsabilità dei partiti che lo sostengono.

– E’ nel trovare gli equilibri con l’esigenza del governo e anche nel resistere abbastanza, non quanto avrei voluto, alle pressioni delle lobby, che i partiti hanno dimostrato di avere un senso di responsabilità, veramente.

Un ‘’grazie’’ il premier lo ha poi rivolto all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la ‘’sua lealtà e il suo appoggio’’.

– Immagino – ha detto – sia stato per lui un momento molto complicato anche psicologicamente lo scorso novembre. In quel momento e in quelli successivi ho avuto un rapporto del quale ho conservato molta lealtà e appoggio.

Monti ha poi ‘’dato atto’’ ai cittadini italiani di aver ‘’dimostrato una “disponibilità al rigore’’. Per questo non è vero che gli italiani sono ingovernabili credo che la domanda di governo ci sia presso gli italiani; qualche volta è mancata un’offerta di governance all’altezza dei problemi”.

Quanto ai prossimi obiettivi, ora bisogna ‘’trasformare l’agenda Monti in ‘acta’, tutto il nostro impegno va su quello”.
– Sono da un lato compiaciuto – ha continuato – ma dall’altro dispiaciuto di questi continui richiami all’agenda Monti.
Sul tema del post-Monti interviene anche il segretario Pd Pierluigi Bersani parlando dal palco della Festa democratica di Reggio Emilia.

– Tocca solo agli italiani decidere chi governerà – afferma il leader.
Bersani ha assicurato “lealtà” al governo Monti, promettendo anche di rivendicare con “franchezza e le proprie idee e
posizioni”, ma “senza trucchi, non faremo imboscate”. Ha ribadito che “garantiremo la stabià del governo Monti e tuttavia parleremo anche delle elezioni, a meno che Moody’s e Standard and Poors’ non le aboliscano, sostituendole magari con qualche consultazione tra banchieri”.

Parlando anche della crisi economica, Bersani ha sottolineato che “la finanza non deve più avere licenza di uccidere, deve mettersi al servizio e non al comando dell’economia e del lavoro”.

Il leader del Pd lancia poi un “appello a tutto il campo del centrosinistra” ed esorta a “prendere l’impegno per governare, ma stavolta senza incertezze e senza divisioni”. Bersani da parte sua si impegna, dopo le primarie: “Se toccherà a me, non ci sarà il mio nome nel simbolo”.

– Diremo al Paese che vogliamo prenderci le nostre responsabilità. Siamo un partito popolare, senza padroni. Siamo il partito riformista del secolo nuovo che è riuscito a mettere su il più grande appuntamento di popolo che si svolga in Italia – ha affermato Bersani dal palco di Reggio Emilia.

Il leader del Pd ha strappato forti applausi poi quando ha difeso il presidente della Repubblica.

– Abbiamo assistito ad attacchi contro un uomo integro come Napolitano che saluto con stima e affetto. Non siamo stati ciechi di fronte ad attacchi che non passeranno.

Sul fronte delle riforme infine, secondo il segretario del Pd la “prossima legislatura deve essere costituente”. Bersani ha ipotizzato la creazione di “uno strumento a base parlamentare per redigere una nuova seconda parte della Costituzione”.

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