GUANTANAMO: Muore un detenuto, è il nono dal 2002

SAN JUAN – Un prigioniero è morto nella base militare statunitense di Guantanamo. Lo comunica un portavoce della base, il capitano Robert Durand, spiegando che le autorità stanno cercando di informare i familiari e il Paese di origine dell’uomo. L’esercito statunitense ha lanciato un’indagine sulle cause. Si tratta del nono decesso di un detenuto dall’apertura del carcere, nel gennaio 2002. Secondo fonti militari Usa, degli otto precedenti, due sono avvenuti per cause naturali e sei per suicidio.

L’esercito fa sapere che il prigioniero è stato trovato sabato privo di sensi nel carcere, quindi condotto all’ospedale militare e dichiarato morto da un medico “dopo che ampie misure per cercare di salvargli la vita sono state eseguite”. Ben poco per ora si sa della sua storia. Non sono stati diffusi né il nome né la sua nazionalità. Al momento del decesso, spiega ancora Durand, l’uomo si trovava nel Camp 5, sezione del carcere dove vengono confinati i detenuti che hanno violato le regole del centro. Di recente aveva spruzzato una guardia con quello che i funzionari militari chiamano “cocktail”, un mix di cibo e fluidi corporei, e per questo aveva ricevuto una sanzione disciplinare.

In passato, il detenuto aveva intrapreso uno sciopero della fame, ma lo aveva terminato il primo giugno. Attualmente, ha aggiunto Durand, era al 95% del suo peso forma e pesava 6 chilogrammi in più di quando era entrato nella base militare. Un medico legale è stato condotto nella base per determinare la causa della morte, mentre il Naval Criminal Investigative Service sta conducendo l’indagine. Alcuni operatori ora laveranno il corpo dell’uomo e lo collocheranno in un lenzuolo, come prevede il rito islamico, prima di rimpatriarlo nella sua terra d’origine.

Nel carcere militare statunitense, situato sull’isola di Cuba, attualmente sono detenuti 170 prigionieri in situazioni legali molto diverse. L’uomo morto sabato non era accusato formalmente e nei suoi confronti non era stato fissato un procedimento penale. L’ultima morte di un prigioniero a Guantanamo risaliva all’aprile 2011, quando un 37enne afghano morì per un apparente suicidio. Il suo avvocato all’epoca disse che l’uomo aveva da tempo una malattia mentale e aveva cercato di uccidersi già una volta in precedenza. Nel giugno del 2006 due prigionieri sauditi e uno yemenita furono trovati impiccati nelle proprie celle. In quell’occasione l’esercito parlò di suicidio coordinato.