“Operai sfruttati e sottopagati”, ancora accuse alla Foxconn

Pubblicato il 13 settembre 2012 da redazione

ROMA – Mentre il popolo dell’high tech si entusiasma per il nuovo ‘iPhone 5, le pagine dei giornali continuano a raccontare l’altra faccia della Apple: storie cinesi di lavoro sottopagato e operai sfruttati. E in cima alla cronaca e’ ancora la Foxconn, la fabbrica che assembla le creature dell’azienda di Cupertino tristemente nota per la catena suicidi dei suoi dipendenti, stremati dalle condizioni di lavoro. A riaccendere i riflettori sull’azienda e’ un reporter dello Shanghai Evening Post che per 10 giorni ha lavorato e dormito nello stabilimento di Taiyuan, sotto copertura per raccontare cosa e’ cambiato dal 2010. I dormitori – si legge sullo Shanghai Evening Post – sono affollati, si contano anche 10 persone su un letto a castello; gli armadi sono stati presi in ostaggio dagli scarafaggi e “l’intero edificio e’ impregnato di un odore di spazzatura, pesce e cibo a buon mercato; vicino a ogni porta ci sono cataste di buste dell’immondizia”. Appena si entra nello stabilimento si e’ sopraffatti dall’odore di plastica e da un rumore assordante.

Il giornalista ha raccontato di aver partecipato a un corso di formazione di 3 giorni. Le lezioni vertevano quasi esclusivamente sulla cultura aziendale e sulle istruzioni riguardo norme, regolamenti e sicurezza, con pochissimo spazio per la formazione tecnica. “A volte possiamo non essere gentili, ma e’ per il vostro bene” ha detto nel corso di un incontro uno dei supervisori. Il reporter ha raccontato di aver firmato un contratto nel quale viene posta molta attenzione agli obblighi dei lavoratori e poca ai diritti; nessun accenno invece agli orari di lavoro, che secondo quanto riferito dal giornalista si aggirano attorno alle 10 ore di media al giorno. Il quotidiano non fa pero’ riferimento alle buste paga, che all’inizio dell’anno nello stabilimento di Wuhan avevano scatenato una nuova protesta: i lavoratori erano saliti sul tetto per chiedere un aumento rispetto ai circa 300 dollari al mese, straordinari inclusi, che venivano versati invece dei 450 previsti dal contratto.

Dopo una settimana di turni massacranti, il sabato sera nella fabbrica dei suicidi si balla. La Foxconn – scrive il reporter – ha al suo interno dormitori, mense, bagni, campi da gioco, palestre, ospedali, uffici postali, biblioteche, negozi … tutto”. “Ma degna di nota – si legge ancora sullo Shanghai Evening Post – e’ la danza del week end”, quando i dipendenti si cimentano nell’hip hop e altri balli, seguiti dagli sguardi curiosi dei piu’ timidi”.

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