LA JUVE: Dopo l’Italia alla caccia della Champions

Pubblicato il 18 settembre 2012 da redazione

LONDRA – Dopo la scalata in Italia, l’Europa della Champions League, con debutto in casa dei campioni in carica, per misurare forze e ambizioni, e soprattutto scoprire la verità che racchiude la Juventus edizione 2012/13.
Dopo tre anni di ingloriosa assenza, la Vecchia Signora ritorna nella più illustre delle coppe, e lo fa dalla porta principale, con lo scudetto appuntato al petto. “Un’impresa epica”, spiega Gianluigi Buffon, curioso di tornare a misurarsi con i migliori del continente. Consapevole che il cantiere bianconero è ancora aperto, e che per esperienza e qualità la Juve parte in seconda fila. Ma anche con tanto orgoglio per il ritrovato spirito di una squadra che ora fa del collettivo la sua arma in più. E che non arrossisce nel confronto con la Juventus vincitutto di ‘lippiana’ memoria.
“Quella Juventus otteneva grandi risultati grazie alle sue individualità di talento – l’analisi del portiere che contro il Chelsea festeggia le 400 presenze in bianconero -. Oggi abbiamo meno fuoriclasse in squadra ma siamo più compatti e con un sistema di gioco più efficace, che in Europa ci può avvantaggiare”.
La squalifica di Antonio Conte è stata confermata anche dalla Uefa, così in conferenza stampa allo Stamford Bridge si presenta Massimo Carrera.
“Siano contenti di tornare in Champions – le parole del viceallenatore, già campione d’Europa con la maglia bianconera -, sarà un banco di prova importante anche se sappiamo di dover sempre migliorare. Abbiamo la consapevolezza di chi siamo, ma giocare contro i detentori è un esame in più”.
Identico il ragionamento di Buffon, intriso di realismo e spregiudicatezza, e con l’obiettività di chi è consapevole di non avere i favori del pronostico. “Partiamo dietro a due o tre squadre, poi saranno i dettagli e il caso a fare la differenza – l’ammissione del n. 1 -. Comunque la cosa più importante è poterci confrontare con i migliori per scoprire meglio la nostra forza. Siamo una squadra emergente, composta da giocatori giovani e non, con un grandissimo futuro. C’é grande curiosità perché arriviamo dagli esaltanti risultati dello scorso anno”. “Giocare in casa dei campioni d’Europa – spiega – significa alzare l’asticella delle difficoltà. Ma è stimolante perché, anche se la verità certe volte può far male, è sempre meglio conoscerla. Domani (oggi per chi legge, ndr), ma anche le altre partite del girone, ci diranno in maniera più definitiva chi siamo e fino a dove possiamo osare”.
Anche perché il tempo passa, anche per “leggende” – come ama definirle la stampa britannica – quali lo stesso Buffon e Andrea Pirlo.
“Sappiamo che non ci attendono altre dieci Champions League e se finalmente ne voglio vincere una sarà il caso che mi dia una mossa”, scherza il capitano bianconero, prima di dedicare la chiusa ai prossimi avversari. “Prima di vincere la scorsa stagione, il Chelsea era sempre stato considerato tra le squadre da battere. Invece ha trionfato proprio quando sembrava una squadra in decadenza. E’ il paradosso del calcio, anzi il bello del calcio. Non erano i più forti ma hanno vinto meritatamente”, la chiusura del capitano azzurro. E mentre lo dice, un pensiero alla sua Juventus operaia non può non farlo.

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