Seminari e plenaria, Carozza: “Il Cgie guarda al futuro”

ROMA – Sarà un fine 2012 impegnativo per il Cgie che si riunirà in assemblea plenaria dal 26 novembre.
Una plenaria speciale, perché oltre alle riunioni delle Commissioni continentali e tematiche, alle relazioni di Governo e Comitato di presidenza, l’assemblea conterrà due importanti seminari: uno sulla diffusione della lingua e cultura all’estero, l’altro sulla rappresentanza degli italiani nel mondo. Decisioni confermate dal Cdp riunito in questi giorni alla Farnesina, alla presenza del sottosegretario De Mistura, del Direttore generale Ravaglia e dei rappresentati di sei regioni (Molise, Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Sicilia) come spiegato ieri dal segretario generale Elio Carozza.
Riunione iniziata con un pensiero ad Andrea Amaro, vicesegretario di nomina governativa scomparso di recente: “un uomo importante per il Cgie e per me in particolare”, ha detto Carozza, che si è detto lieto del fatto che “il suo impegno nel Cgie sia stato ricordato anche nella relazione di governo”.
La prossima plenaria sarà anche occasione per provvedere alla sua sostituzione. Ma non solo. Il Consiglio generale, quest’anno, ha pianto anche le morti di Aldo Lorenzi, Luigi Sandirocco e Franco Del Vecchio. Sarà compito delle organizzazioni di appartenenza – la Cgil per Amaro, Azzurri nel mondo per Lorenzi e Filef per Sandirocco – indicare i sostituti, per iniziare la procedura di nomina da parte del Governo. Quanto a Del Vecchio – consigliere per la Germania – il suo posto sarà preso dal primo dei non eletti, nell’ormai lontano 2004.
Ma veniamo ai lavori. Il Cdp, ha spiegato Carozza, ha preso atto “con soddisfazione” dei nuovi rapporti col Governo – il Ministro Terzi e il sottosegretario De Mistura – che hanno raccolto in giugno il malcontento del Cgie per il rinvio delle elezioni dei Comites e riportato nella legge di conversione del decreto la presa di posizione del Consiglio generale per la rassegnazione dei fondi risparmiati: “certo non c’è stata la riassegnazione totale dei fondi (dei 6 milioni stanziati per le elezioni, sono risutlati “disponibili” 3,5 – ndr), ma, nel contesto attuale, il fatto che il Parlamento abbia ristabilito anche solo parzialmente questi fondi ha un significato politico”.
Il Comitato di presidenza “ha definito l’organizzazione dei due seminari annunciati a giugno, in occasione della plenaria: il primo su lingua e cultura; il secondo sulla rappresentanza. Badate bene: non sulla riforma di Comites e Cgie, ma su come intendere la rappresentanza degli italiani all’estero oggi”.
È una “distinzione importante: non c’è più tempo per la riforma. Le vicissitudini degli ultimi anni ci hanno fatto perdere tempo, energie e opportunità: è venuto il momento – visti i mutamenti dell’emigrazione e della situazione socioeconomica – di ripensare alla nostra rappresentanza nel futuro quadro della riforma delle istituzioni italiane”.
“Paradossale” per Carozza è stata “la maniera molto superficiale con cui si è parlato della rappresentanza nel quadro della riforma costituzionale nel suo passaggio in Senato. È il momento di dire qual è il modo migliore di rappresentare gli italiani all’estero, il più efficacemente possibile, e bisogna farlo ora, per portare le nostre conclusioni all’attenzione delle forze politiche che si preparano alle elezioni”.
Quanto alla politica culturale, “la politica delle politiche per gli italiani all’estero”, secondo Carozza, è ora di cambiare visto che “l’Italia opera ancora con una legge del 1971. Certo, è una materia assai complessa, visto che nessuno è riuscito ad innovarla in quasi 40 anni, ma è ora che l’Italia si metta al passo dei grandi Paesi europei”.
A cominciare dalla scuola: “verrà illustrato quello che fa l’Italia, nel paese prima che all’estero, tra governo e regioni; e poi chiederemo agli amici francesi, tedeschi, spagnoli e forse inglesi di venirci a spiegare come diffondono le loro lingue e culture nel mondo. Questo ci permetterà di stilare una serie di ipotesi di lavoro per il futuro”.
Nessuno dei due seminari, ha tenuto a precisa Carozza, “sarà un momento di arrivo, ma di partenza”; l’inizio di un viaggio “che potrebbe subire accelerazioni o dare adito ad altre riflessione”. Il punto è “ragionare con una nuova visione, senza dimenticare le prossime elezioni”.
I seminari saranno organizzati da due gruppi di lavoro formati da 6 membri ciascuno: due per il Cgie, due per il Governo (Mae e ministeri coinvolti, come il Miur) e due per le Regioni. Le prime riunioni si terranno già nella prima decade di ottobre: il punto dei lavori sarà fatto in un nuovo Cdp allargato alle reigoni.
Il tutto “a costo zero”, ha sottolineato Carozza, “perché due dei tre giorni di plenaria saranno “trasformati” in seminari” cui saranno invitate le forze politiche, i parlamentari, e chiunque “oggi si occupi nel Parlamento della riforma dello Stato, così da sensibilizzarli”.
Il Comitato di Presidenza ha quindi preso atto di come sono stati distribuiti i soldi – 3 milioni e mezzo di euro – risparmiati per via delle mancate elezioni dei Comites: 2 milioni a lingua e cultura; 1,3 all’assistenza e 200mila euro ai Comites.
Sono stati ripartiti, ha spiegato Carozza, “con gli stessi criteri usati per l’assegnazione dei fondi, ad eccezione della destinazione ai Comites, perché in questo caso sono stati esclusi quelli che non hanno presentato bilancio e, ovviamente, quelli nel frattempo disciolti”.
Sul fronte-assistenza, “la ripartizione è stata correttissima: del milione e 300mila euro, il 5% è andato all’assistenza indiretta, e il 95% alla diretta, come avevamo chiesto. Inoltre, una piccolissima parte è stata destinata all’emergenza dei connazionali in Siria”.
Quanto alla lingua e cultura, Carozza ha ricordato che “con la spending review da qui al 2017 verranno richiamati a Roma 400 dei 1024 insegnanti di ruolo all’estero. Hanno cominciato ad agosto, richiamando insegnanti e dirigenti scolastici che erano all’estero da 9 anni. Per i dirigenti, chi rimane si occupa di più sedi”.
A fronte di questa situazione, visto anche che il richiamo degli insegnanti di ruolo poteva mettere in discussione la stessa esistenza dei corsi di lingua, “la Direzione Generale sentiti consoli e ambasciate ha destinato una parte dei 2 milioni alla sopravvivenza di questi corsi. I soldi ci sono. Non c’è ancora il mandato per la liquidazione, ma l’amministrazione ha già avvertito enti gestori e Comites”.
Sul punto, ha puntualizzato Carozza, “abbiamo spiegato a De Mistura che non ci è piaciuto il fatto che il Mae non abbia sentito il dovere di interpellare i Comites. Siamo alla situazione che i Comites non sanno che alcuni enti gestori, scelti su segnalazione dei consoli, avranno soldi su cui non avevano fatto richiesta all’inizio dell’anno. Crediamo nella buona fede e diamo atto all’amministrazione per il lavoro svolto ad agosto, ma non deve più succedere”.
Ancora di soldi si è parlato nel capitolo-finanziaria 2013: “siamo abbastanza preoccupati”, ha riconosciuto Carozza. “Speriamo che il Governo non segua le indicazioni triennali di Tremonti del 2011. Da questo primo scambio di opinioni con De Mistura e con il Direttore Generale Ravaglia abbiamo avuto un segnale di attenzione, ma siamo preoccupati. Abbiamo chiesto di non diminuire le risorse stanziate per il 2012, tenendo anche conto dei 3 milioni aggiuntivi. Ma dobbiamo vegliare. Oggi il Mae ci ha assicurato che manterrà attenzione sul punto, e noi cercheremo di recuperare ancora qualcosa. Il momento è importante anche per gli italiani all’estero. Non vogliamo farci strumentalizzare, ma non possiamo dimenticare che l’anno prossimo ci sono le elezioni”.
Su Cristina Ravaglia, che alla Dgiepm succede all’ambasciatore Zuppetti, oggi al suo primo Cdp, Carozza ha avuto parole di elogio: “abbiamo conosciuto una donna determinata, competente, che ha mostrato la sua dedizione nelle nostre discussioni, anche vivaci in alcuni momenti. Una persona che continuerà ad assicurare la sua presenza assidua ai nostri lavori”.
Lavori impegnativi, dicevamo all’inizio per il Cgie: “i tempi sono bui, credo che il dialogo con Terzi e De Mistura, i due seminari e la loro preparazione saranno un’occasione per rimettere a fuoco i temi che più ci stanno a cuore, portando elementi di innovazione che ci facciano girare le brutte pagine degli ultimi periodi”.
Dal canto suo, il Consiglio generale ce la metterà tutta: “avevamo un ordine del giorno così fitto, che per la prima volta il Cdp non ha avuto il tempo di incontrare i Comitati alla Camera e in Senato o i parlamentari. Ci aspetta un grande lavoro, sia per i primi due seminari, che per gli altri su informazione e assistenza che svolgeremo a inizio dell’anno prossimo, sicuramente prima delle elezioni”.
Tra le novità segnalate dalla Dgiepm, l’avvio della sperimentazione della piattaforma Se.co.li – Servizi Consolari On line, che partirà dalla zona – euro (questione legata alla facilità del pagamento) e da Bruxelles in particolare. Da questi giorni, i consolati stanno invitando i connazionali a fornire il proprio indirizzo email. Recandosi al consolato, si avrà un pin con cui accedere alla piattaforma, da cui stampare, ad esempio, certificati di cittadinanza e usufruire di altri servizi in rete.
Tra l’altro, il Consiglio lavorerà anche alla riattivazione del suo sito web, offline da moltissimo tempo – la pagina più recente è datata 13 gennaio 2012 – ma solo nella versione in italiano. Quella in inglese si apre ancora. Questione di soldi, anche qui: “i tagli subiti dal Cgie hanno avuto ripercussioni anche sul sito, dove si spendeva troppo. Abbiamo rescisso il contratto per “razionalizzare”. Lo faremo rivivere al più presto con molti meno soldi, anche perché non ce l’abbiamo”.
Quanto alla prossima, di plenaria, come detto inizierà lunedì 26 novembre con la riunione del Cdp e delle commissioni continentali; seguirà, martedì mattina la riunione delle commissioni tematiche, nel pomeriggio relazione di governo, Cdp e vicesegretari d’area. Mercoledì 28 e giovedì 29 i giorni dedicati ai seminari. Infine, le conclusioni venerdì 30.
Sull’assestamento di bilancio 2011 e i 5 milioni in meno al Dgiepm, Carozza ha detto che “attenderà la risposta all’interrogazione dei parlamentari. Era il 2011: ormai i buoi sono scappati. Il Cgie guarda al futuro”.