MIJ: Cooperación facilitó detención del “Loco Barrera”

Pubblicato il 19 settembre 2012 da redazione

CARACAS- Durante una rueda de prensa realizada este miércoles, el ministro del Poder Popular para Relaciones Interiores y Justicia, Tareck El Aissamí, señaló que la detención del capo Daniel Barrera, alias “El Loco Barrera” constituye el hallazgo más importante realizado por el gobierno venezolano.
El Aissami, confirmó que funcionarios de la Oficina Nacional Antidroga (ONA), lograron la detención el pasado 18 de septiembre, en horas de la noche, del narcotraficante colombiano más solicitado del mundo, durante un procedimiento realizado en el sector Barrio Obrero, ubicado en el municipio San Cristóbal del estado Táchira.
El Aissami, informó que el sujeto era integrante de una organización criminal dedicada al tráfico y fabricación de drogas, a través de complejas redes de producción y almacenamiento en los Departamentos del Meta, Guaviare, Caquetá, Putumayo y Bogotá.
Refirió que la detención fue dirigida por el viceministro de Prevención y Seguridad Ciudadana y jefe de la ONA G/B Néstor Reverol, la cual se inició desde el pasado 06 de Agosto de 2012, en conjunto con la Policía Nacional de Colombia Comando ejecutándose búsqueda y captura del narcotraficante.

Trabajo en equipos
de inteligencia
Durante el procedimiento que se llevó a cabo de manera conjunta con la Policía Nacional de Colombia, fueron desplegamos 14 equipos de inteligencia y de búsqueda, de igual manera se dio inicio a la vigilancia, custodia, monitoreo y rastreo de 69 teléfonos públicos para llegar a la detención del Loco Barrera, detalló El Aissami.
“Esta era la vía con que Barrera se comunicaba hacia Colombia y sus redes de narcotráfico para dirigir sus operaciones delictivas, se rastrearon 69 teléfonos con análisis de inteligencia de horas y días para lograr determinar con certeza el objetivo”.
Manifestó que este sujeto en muchas oportunidades no realizaba las llamadas, sino a través de terceros, al tiempo que se efectuó múltiples cirugías faciales para burlar los organismos de inteligencia y de seguridad. “El equipo colombiano nos alertaba sobre las llamadas que en tiempo real realizaba El Loco Barrera a través de los 69 teléfonos donde establecía comunicación e inmediatamente que se establecía la información, ambas naciones implementaban sus mecanismos de seguridad”, expuso.
Al momento de su captura, portaba un pasaporte colombiano con identificación falsa, bajo el nombre de Lucumi Popo José Tomás y luego de ser aprehendido confiesa ser Daniel Barrera. El Aissami, informó que el sujeto era integrante de una organización criminal dedicada al tráfico y fabricación de drogas, a través de complejas redes de producción y almacenamiento en los departamentos del Meta, Guaviare, Caquetá, Putumayo y Bogotá.
Para finalizar, el ministro reconoció la importante labor de las autoridades venezolanas, las cuales hasta el momento han logrado la detención de 91 jefes de organizaciones criminales.

Colombia gestiona
deportación de Barrera
El ministro de Defensa de Colombia, Juan Carlos Pinzón, informó este miércoles que
el gobierno realiza gestiones para que Venezuela deporte a Daniel “El Loco” Barrera, considerado el mayor narcotraficante colombiano y detenido el martes en territorio venezolano.
Tras la captura de Barrera “se vienen haciendo las mismas gestiones que se hicieron en otros casos y que concluyeron con la deportación”, confirmó el funcionario en una rueda de prensa.
“Lo que ha ocurrido típicamente con los narcotraficantes que han sido capturados es que el gobierno de Venezuela los ha deportado. Así que en este caso ese sería un curso natural o una expectativa”, argumentó.
Pinzón también subrayó que la justicia colombiana posee suficientes evidencias para solicitar una extradición de Barrera, en cuya captura registrada el martes en San Cristobal participó Estados Unidos.
El ministro no descartó que una figura como Barrera, “que ha tenido tentáculos en varios países”, pueda ser también “solicitado en extradición por otras naciones”.
Washington había ofrecido una recompensa de cinco millones de dólares por información que permitiera la captura del colombiano. Se calcula que su organización ha enviado en los últimos años a Estados Unidos y Europa más de 900 toneladas de cocaína.
Por su parte, el fiscal general de Colombia, Eduardo Montealegre, detalló que contra Barrera existe una orden de captura en su país por narcotráfico y otros cuatro procesos donde se investiga su presunta posesión irregular de unos 100 inmuebles y otros tantos vehículos a través de testaferros.
El presidente Juan Manuel Santos aseguró el martes que Barrera era el “último de los grandes capos” de Colombia, país que sigue siendo junto a Perú el principal productor de cocaína del mundo.

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