Polverini, si dimette? Berlusconi: “Non lasciare”

Pubblicato il 19 settembre 2012 da redazione

ROMA – I fedelissimi non l’hanno vista per tutto il pomeriggio. Renata Polverini è rimasta chiusa nelle sue stanze, poi a casa. A meditare quello che ieri mattina aveva detto “qui la storia la faccio finire io”. Dimissioni insomma.
Minacciate e ora sempre più vicine. Ma, secondo quanto si apprende da esponenti pidiellini, il pressing per farle cambiare idea sarebbe tuttora in corso. La presidente della Regione Lazio avrebbe avuto un colloquio con Silvio Berlusconi che in tutti i modi gli avrebbe chiesto di aspettare prima di prendere decisioni definitive. L’ex sindacalista medita. E intanto l’interrogatorio fiume dell’ex capogruppo del Pdl, Franco Fiorito, indagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei fondi regionali, non è ancora finito. L’interrogatorio è tenuto dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Alberto Pioletti. Fiorito è difeso dall’avvocato Carlo Taormina.
“In merito alla presunta ipotesi di commissariamento del Pdl Lazio si precisa che si stratta di voci del tutto infondate”, precisa l’ufficio stampa del Pdl in una nota. In serata, per discutere dei temi interni al Pdl, si è svolto un incontro a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino Alfano, Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa.
La governatrice Polverini, ieri mattina, a due giorni dal discorso in Consiglio in cui ha chiesto rigore senza condizioni, è tornata a parlare di dimissioni. E ha puntato l’indice sul Consiglio: “non hanno capito che bisogna fare, invece si procede in una lotta intestina. O questa storia finisce oggi, o finisce per tutti perché la faccio finire io, sono stanca”. Insomma, come dire: dopo tanto parlare, stiamo di nuovo al punto di prima. E anzi, tirate in mezzo me. Venerdì ci sarà l’atteso voto in Consiglio sui tagli. “Sono stanca, molto stanca” ha detto però ieri. Forse abbastanza da farla cedere?
Nel pomeriggio sono circolate voci di imminenti dimissioni comunicate agli assessori, ma i diretti interessati hanno smentito. Nessuno degli assessori ha detto di essere stato informato da Polverini dell’intenzione di lasciare l’incarico.
Un segnale, di certo, la presidente l’ha dato all’ora di pranzo quando, come aveva preannunciato, ha varcato i cancelli del Viminale per incontrare il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, per informarsi sui tempi tecnici del ritorno al voto. Come a dire: faccio sul serio, prendo le misure.
“La cosa che non mi pare che sia stata compresa dal Consiglio è che bisogna ‘fare’. Invece si sta procedendo in una lotta intestina. Vogliono cercare di fare capire all’opinione pubblica che il presidente della Regione vale un consigliere regionale. Oggi ci sono degli articoli che fanno il conto sul mio staff”. Insomma, avverte Polverini, che “non mi coinvolgano”. “Io ho il dovere di amministrare e governare. Ci sono andata io in Consiglio – aggiunge – perché non hanno capito nulla. Io mi auguro che la smettano con questo atteggiamento che sta diventando ridicolo per tutti quanti. Io ho molto alto il senso del ridicolo, credo di averlo già superato”.

L’Opposizione
“Questa mattina, nella riunione dei Capigruppo convocata per discutere le misure da approvare nel Consiglio di venerdì prossimo, la maggioranza, cioè quel che resta della maggioranza perché il Pdl non ha partecipato alla riunione, ha presentato una proposta diversa da quella che lo stesso centrodestra ha votato lunedì scorso. Invece di tagliare tutte le Commissioni riducendole a 8, il centrodestra ha presentato un provvedimento che ne prevedeva 10”. Lo dichiarano in una nota i capigruppo di opposizione al Consiglio regionale del Lazio.
“I gruppi del centrosinistra e tutta l’opposizione hanno preteso il rispetto rigoroso di quanto votato in Consiglio e cioé l’eliminazione di tutte le Commissioni speciali e la riduzione delle ordinarie a 8 – continuano – Tutte le forze d’opposizione venerdì voteranno queste misure e subito dopo l’approvazione dei tagli del Consiglio e della Giunta presenteranno la mozione prevista dal regolamento della regione per chiedere le dimissioni della Polverini”.

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