Vignette, cortei a Kabul, Teheran e Islamabad: ‘A morte Usa e Francia’

TEHERAN – Continuano le proteste nel mondo arabo contro il film e le vignette satiriche sul profeta Maometto. In Iran, Pakistan, Afghanistan e Indonesia le piazze si sono nuovamente riempite di musulmani in dimostrazioni scandite dagli slogan ‘Morte all’America’ e ‘Morte alla Francia’. Le proteste sono in corso da circa dieci giorni, originate dalla diffusione del trailer del film ‘Innocence of Muslims’, accusato di essere offensivo nei confronti del profeta. L’ira dei fedeli si è indirizzata contro gli Usa, dove il film è stato prodotto. A soffiare sul fuoco sono arrivate mercoledì le vignette satiriche pubblicate dal settimana Charlie Hebdo, e anche le rappresentanze di Parigi all’estero rischiano di diventare un nuovo obiettivo. Le vittime delle violenze legate al video sinora sono almeno 30, tra cui l’ambasciatore statunitense in Libia, Chris Stevens.

Iran
Davanti all’ambasciata francese di Teheran, in Iran, i dimostranti stanno protestando contro le vignette satiriche pubblicate dal settimanale parigino. Decine di studenti e religiosi musulmani si sono raccolti fuori dalla sede diplomatica, scandendo gli slogan ‘Morte alla Francia’ e ‘Abbasso gli Stati Uniti’ e bruciando le bandiere di entrambi i Paesi.

Pakistan
Centinaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia a Islamabad, in Pakistan, mentre cercavano di dirigersi verso l’ambasciata statunitense per protestare contro il film ‘Innocence of Muslims’. Secondo quanto riferisce la polizia, oltre mille persone di cui la maggior parte studenti hanno partecipato alla marcia. Gli agenti hanno usato gas lacrimogeni e manganelli per allontanare la folla dalla zona che ospita uffici governativi e ambasciate straniere. Davanti alla sede diplomatica statunitense, la polizia ha alzato barricate con centinaia di container.

Afghanistan
A Kabul centinaia di fedeli hanno partecipato a una protesta pacifica, scandendo slogan anti-americani contro il film islamofobo e chiedendo di vietare la pubblicazione di vignette simili a quelle di Charlie Hebdo. “Chiediamo al governo statunitense, alle Nazioni unite, a tutti gli altri Paesi e alla comunità internazionale di proibire al più presto la pubblicazione di queste caricature e del film e di portare in tribunale i colpevoli di questo peccato e crimine”, ha detto uno dei dimostranti, il professore universitario Fazel Hadi.

Indonesia
Il consolato degli Stati Uniti a Medan, capitale della provincia indonesiana di Sumatra settentrionale, è chiuso per il secondo giorno consecutivo a causa delle proteste. L’ambasciata Usa a Giacarta ha inoltre informato i cittadini americani che tutte le sedi diplomatiche in Indonesia saranno chiuse oggi, quando sono previste manifestazioni più grandi.
Intanto circa 50 studenti di un’università islamica hanno protestato a Makassar, la capitale della provincia di Sulawesi meridionale. I manifestanti hanno bruciato pneumatici e hanno costretto un ristorante di McDonald’s a chiudere. Sulla porta del locale è stato poi scritto “Questo posto deve essere chiuso come simbolo della nostra protesta contro ‘Innocence of Muslims’ prodotto negli Usa”.