Nagatomo salva i neroazzurri nel recupero

MILANO – Stramaccioni si affida al giovane Livaja, Cassano inventa e la difesa balla. Possiamo riassumere così il debutto dell’Inter in Europa League contro un Rubin Kazan mai vincente con una italiana. Due i precedenti tra la squadra russa e i nerazzurri, nella fase a gironi di Champions League 2009/2010 nell’anno del leggendario triplete firmato José Mourinho. Ben 16 i precedenti dell’Inter con squadre russe, con bilancio a favore dei milanesi con 11 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte.
Stramaccioni decide di non lasciare punti di riferimento agli avversari schierando dal primo minuto Cassano e Livaja in avanti, liberi di muoversi e con Coutinho leggermente più arretrato. Una strategia che funziona in avvio di partita e che dopo il sorprendente vantaggio russo, rischia di creare non pochi problemi alla manovra interista. A non inserirsi è soprattutto Cassano che per oltre venti minuti dialoga a distanza con il tecnico nerazzurro. Parte bene l’Inter con grande movimento a centrocampo e sulle fasce, gestite ottimamente da Nagatomo e Zanetti. Fatica il giovanissimo talento Livaja, praticamente invisibile fino al gol del pareggio.
Gioca l’Inter ma passa il Rubin Kazan. Decisiva una imperdonabile ingenuità di Jonathan (peggiore in campo) che prima perde palla in area quindi decide di riprendersela con una scivolata folle ai danni di Karadeniz. Nessun dubbio per l’arbitro e al minuto 17 il Rubin passa in vantaggio con Ryazantsev bravissimo a respingere in rete il pallone parato da Handanovic sul rigore battutto, male, da Natcho.
Inter in confusione e Rubin che prende giustamente coraggio. Dopo 10’ di black out totale nerazzurro sale in cattedra Cassano e il match cambia volto. Il barese gioca e inventa e proprio dai suoi piedi nasce il pareggio di Livaja. Splendido il filtrante per Cambiasso che supera il portiere e crossa dalla linea di fondo, il giovanissimo talento promosso da Stramaccioni colpisce di testa e segna il gol del pareggio. Allo scadere del primo tempo Rubin ancora pericoloso con Ryazantsev che si libera della leggerissima difesa nerazzurra e conclude dalla distanza centrando il palo.
Nella ripresa subito novità nell’Inter con la sostituzione di Jonathan per Guarin. Avvio di gara fotocopia con l’Inter subito in avanti e Rubin attento a difendere. Cassano, sempre lui prende per mano l’Inter ma a rischiare di fare i danni peggiori è ancora una volta la difesa, disattenta in un paio di occasioni. Cassano libera Livaja sulla sinistra ma il giovane nerazzurro calcia fuori. È l’ultima azione dell’autore del gol del pareggio, sostituito da Milito. Dopo neanche cinque minuti esce anche Cassano, tra i meritatissimi applausi di San Siro. Con il barese seduto in panchina cambia il volto dell’Inter che continua comunque a spingere affidandosi alle invenzioni di Coutinho e le corse dell’istancabile Zanetti.
Come nel primo tempo sono i nerazzurri a fare la partita e, incredibilmente, i russi a passare. Minuto 84 e dopo una lunghissima serie di occasioni, più o meno pericolose, all’ennesima disattenzione difensiva nerazzurra il Rubin passa. il venezuelano Rondon supera con estrema facilità Ranocchia e batte Handanovic con un rasoterra sinistro. Inter ancora sotto a sei minuti dalla fine.
Nel finale è ancora una volta pazza Inter. Coutinho ci prova in un paio di occasioni e quando tutto sembra essere ormai inutile arriva la zampata vincente di Nagatomo. Cross dalla destra di Milito e il giapponese, al 91esimo, evita la sconfitta casalinga ai nerazzurri. Un pareggio amaro per l’Inter, superiore in tre quarti di partita ma colpevole di numerose e decisive disattenzioni. Difesa completamente da rivedere. Resta “maledetto” San Siro per le milanesi, che con questa di Europa League sommano sette partite senza successo. Un record negativo che continua a non essere spezzato da entrambe le squadre.
Nella prossima giornata di Europa League l’Inter se la vedrà con il Neftchi Baku, capace di fermare sullo 0-0 il Partizan Belgrado.