Desaparecidos, Veltroni: “Svelare archivi Mae”

Pubblicato il 21 settembre 2012 da redazione

ROMA – L’annuncio è arrivato alla fine di una conferenza stampa in cui sono state da più parti invocate “giustizia” e “memoria”.
Poi Walter Veltroni ha comunicato che la Commissione Esteri della Camera chiederà al governo una “garanzia formale” affinché gli archivi delle Ambasciate e dei Consolati italiani in Argentina, Cile, Uruguay ed in tutto il Sud America, contenenti documentazioni utili al ritrovamento dei desaparecidos italiani, come pure dei bambini spariti durante la dittatura argentina, siano “messi a disposizione delle autorità” di Buenos Aires ed anche dell’opinione pubblica e che tutto questo avvenga “in tempi brevi”. Come “stringenti” dovranno essere i tempi di risposta del governo e della Farnesina, in particolare, alla Commissione.
Quegli stessi Archivi sono oggetto di un accordo tra Italia e Argentina: Buenos Aires ha infatti chiesto a Roma di poter accedere alla preziosa documentazione conservata nelle nostre sedi diplomatiche in Argentina e per questo è stata costituita una commissione tecnica che – aveva annunciato la settimana scorsa il ministro Giulio Terzi – a giorni finirà il proprio lavoro, rendendo dunque pubblici circa 600 fascicoli.
Attraverso quei documenti sarà forse possibile fare giustizia anche per chi, come padre Josè Tedeschi, l’attende da trent’anni. Non a caso “Giustizia per padre Tedeschi” è il titolo dell’incontro che si è tenuto ieri mattina nella sala stampa di Montecitorio. Ad organizzarlo l’on. Franco Narducci, deputato del Pd eletto in Europa, molisano come padre Tedeschi che a soli 16 anni emigrò in Argentina dove nel 1967 fu consacrato sacerdote. Dedicò la propria vita ai poveri e ai diseredati della baraccopoli di Villa Itati a La Plata, schierandosi contro il regime della giunta militare in Argentina, e per questo fu brutalmente ucciso il 2 febbraio del 1976.
Narducci è stato anche promotore di una interpellanza urgente con la quale ha voluto portare la storia di padre Tedeschi all’attenzione del Ministero degli Affari Esteri. Il provvedimento, al quale ha risposto il sottosegretario Marta Dassù, è stato fatto proprio dalla Commissione Esteri della Camera, rappresentata in conferenza stampa da Veltroni e dal capogruppo del PD Francesco Tempestini. Con loro anche il consigliere regionale del Molise, Michele Petraroia, Jorge Ithurburu dell’Associazione 24marzo Onlus e Carlos Cherniak, rappresentante per i diritti umani dell’Ambasciata d’Argentina in Italia. In platea, accanto ai parenti di padre Tedeschi, anche l’ambasciatore argentino a Roma, Torquato Di Tella, pure lui di origini molisane, e tanti testimoni diretti o indiretti – come la consigliera del Cgie Filomena Narducci – di quella “follia della dittatura”, come l’ha definita Veltroni, che ha segnato “una delle stagioni più inumane” della storia.
Tanti italiani ne sono stati vittime – 1.600 dei 30mila desaparecidos erano nostri connazionali o di origine italiana – e in passato Veltroni si è voluto recare personalmente in Argentina “a cercare le tracce di questa storia”. In particolare quelle dell’artista romano Franco Venturi, ucciso il 20 febbraio 1976, a pochi giorni di distanza da padre Tedeschi, come lui per il suo impegno civile e politico e come lui ancora in attesa di giustizia. Ed è stato sempre con Veltroni che il Comune di Roma si è costituito parte civile nel “processo Esma”, che si è chiuso con la condanna di dodici militari argentini.
Quella iniziativa come l’incontro odierno, ha detto Veltroni, sono occasioni “importanti” perché “ci aiutano a tenere viva la memoria e a proseguire nel nostro impegno civile” in favore della verità, perché quegli uomini e quelle donne “sono scomparsi non solo alle loro famiglie, ma anche alla memoria”.
D’accordo con Veltroni anche il collega del Pd Tempestini, per il quale “far rivivere la memoria e gettare piena luce su ciò che è accaduto è possibile”. Occorre però che vi sia un “eguale impegno” tanto da parte italiana quanto argentina, ha aggiunto, ed in tal senso, ha concluso Tempestini, “non siamo lontani dall’obiettivo di rendere pubblica la documentazione diplomatica italiana in Argentina”.
Al momento presso l’Ambasciata italiana a Buenos Aires “non risulta alcun fascicolo” su padre Tedeschi, ma potrebbe esserci nella documentazione del Consolato Generale di La Plata. La ricerca è in corso, come ha comunicato l’ambasciatore Guido La Tella poco più di un mese fa rispondendo ad una lettera del vicepresidente del Consiglio regionale del Molise, Michele Petraroia. È stato infatti quest’ultimo a rivolgere il 2 luglio scorso a governo e parlamento l’istanza per riaprire un’inchiesta giudiziaria sulla morte di padre Tedeschi, per “comprendere chi ordinò e chi eseguì il suo assassinio”.
Per la verità già il nome di padre Tedeschi compare tra le vittime citate in due processi che si sono aperti a Buenos Aires e a La Plata, ha riferito ieri Carlos Cherniak, che, prendendo la parola, ha voluto ribadire quanto già affermato pochi giorni fa alla Farnesina, ovvero che la dittatura ha potuto agire indisturbata in Argentina anche grazie a quello che il ministro Terzi ha definito “silenzio complice”. Invocando dunque quella “solidarietà politica internazionale” mancata trent’anni fa, Cherniak ha chiesto nuovamente alla Farnesina di poter disporre dei suoi preziosi archivi ed ha aggiunto: “sarebbe bene lo facesse anche il Vaticano”.
E di solidarietà ha parlato anche Jorge Ithurburu dell’Associazione 24marzo, che ha accusato senza mezzi termini le autorità diplomatiche italiane di aver abbandonato quanti, cittadini italiani, si recano in Argentina, anche dall’Italia ed anche a rischio della propria vita, per testimoniare nei tanti processi contro i militari di Videla. Nel corso di una decina di processi che hanno visto come vittime o testimoni cittadini italiani “non si è mai vista la presenza” di un console o di un diplomatico italiano, ha detto Ithurburu, che ha invitato la Farnesina a garantire, quando necessario, anche un “sostegno finanziario”, oltre che morale, ai nostri connazionali. Non solo. “Sarebbe anche importante che l’Ambasciata italiana a Buenos Aires nomini un legale che tuteli gli interessi italiani nelle due cause” citate da Cherniak.
Quanto ai parenti di padre Tedeschi, Ithurburu ha confermato che “ci sono abbastanza documenti per andare alla procura di Roma e presentare istanza di giustizia” anche in Italia. Servirà una rogatoria per avere gli atti dei magistrati argentini nel nostro Paese, ma, ha assicurato, le due macchine di giustizia – quella italiana e quella argentina – possono funzionare anche in parallelo.

Ultima ora

12:42Tennis: Australia, Zverev “incredulo di questa impresa”

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - "Non so bene come ci sono riuscito. Ero come in trance e il serve and volley era la mia strada da seguire. Penso che dovrai dirmi tu come ho fatto perché onestamente ci sono alcuni punti che non so come sono riuscito a vincere, ma ce l'ho fatta", queste le prime parole di Mischa Zverev dopo aver eliminato nientemeno che Andy Murray dagli Open di Australia. Il 29enne russo-tedesco, n.50 del mondo, e mai vincitore in un match con uno dei grandi della racchetta, ora aspetta di sapere chi incontrerà ai quarti, che sarà il vincente del match fra Roger Federer (numero 17 del seeding) e Kei Nishikori (numero 5 del mondo e del tabellone). In ogni caso per lui è già una vittoria, tanto più che mete a tacere quanti finora lo hanno sempre e solo considerato come il fratello maggiore di Alexander 'Sacha' Zverev, 19enne promessa del tennis mondiale e n. 24 del ranking. "Questo risultato -ha detto il vincitore del match di oggi- ha un valore immenso per me. E vale un mondo anche il fatto che qui c'è tutta la mia famiglia, il mio box è pieno. Tante persone sono qui a sostenermi: è fantastico. Mio fratello Sascha è per me un motivo costante di ispirazione: mi spinge a cercare sempre di migliorarmi sul campo".(ANSA).

12:32Tennis: Australia, Murray “ha pesato perdita primo set”

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Incredulo e naturalmente deluso Andy Murray dopo l'eliminazione agli Open di Australia da parte del russo-tedesco Misha Zverev, che con il punteggio di 7-5 5-7 6-2 6-4 ha negato alo scozzese l'accesso ai quarti di finale. Il numero uno del mondo, 5 volte finalista a Melbourne, si aspettava un match diverso contro il numero 50 del ranking, un tennista mai assurto ad alti livelli e mai vittorioso contro uno dei grandi del mondo. Ma le cose sono andate diversamente ed è lo stesso Murray ad ammetterlo a fine gara: "ha pesato non aver vinto il primo set. Lui ha giocato molto bene, specie nei momenti cruciali, trovando colpi splendidi quando ne aveva bisogno e io non ho potuto farci granché se non complimentarmi con lui. C'è da dire -ha aggiunto Murray- che il primo set è stato frustrante, sono stato due-tre volte avanti di un break e se lo avessi vinto poteva cambiare la partita. Sono ovviamente molto deluso per questo risultato. Cercherò di imparare da questa sconfitta e di tornare ancora più forte". (ANSA).

12:23Tennis: Australia, clamoroso ko di Murray

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Gli Australian Open registrano un'altra eliminazione più che eccellente, quella del numero uno del tennis mondiale, lo scozzese Andy Murray, 5 volte finalista a Melbourne, fatto fuori in quattro set e oltre tre ore e mezza di gioco dal russo-tedesco Misha Zverev, n. 50 del mondo. Al secondo turno era saltata la testa di Novak Djokovic, a lungo re della racchetta, poi spodestato appunto da Murray in vetta al ranking. Entrambi puntavano a rinnovare il duello ai vertici del tennis mondiale, cominciando proprio dal torneo di Melbourne. Invece entrambi tornano a casa. Oggi Murray è stato irriconoscibile, ha sbagliato molto al servizio, e il Murray vero sembrava invece Zverev che ha combattuto con vigore, rifilando al blasonato rivale il punteggio di 7-5 5-7 6-2 6-4. Per Zverev quella di oggi è stata la più importante vittoria in carriera. Ai quarti dovrà misurarsi con il vincente dell'ultimo incontro programmato nella Rod Laver Arena tra lo svizzero Roger Federer e il giapponese Kei Nishikori. (ANSA).

12:18Mo: Israele, dimostrazione contro demolizioni case arabe

(ANSAmed) - TEL AVIV, 22 GEN - Diverse migliaia di arabi israeliani hanno inscenato ieri ad Arara (nel Nord di Israele) una manifestazione di protesta contro le recenti demolizioni in localita' arabe di case definite "abusive". Hannno anche invocato le dimissioni del ministro per la sicurezza interna Ghilad Erdan (Likud) in seguito alla morte di un beduino in scontri avvenuti mercoledì con la polizia nel Neghev. Secondo le autorità durante i preparativi per le demolizioni di case nel villaggio beduino di Um el-Hiran (Neghev) l'uomo - Yaakub Abu Al-Kyan, 45 anni, vice preside di una scuola locale - ha travolto ed ucciso intenzionalmente un agente di polizia, prima di essere colpito a sua volta dal fuoco di altri agenti. I dimostranti hanno invece accusato il ministro Erdan di aver fornito una versione menzognera dei fatti ed hanno invocato che sull' incidente sia condotta una inchiesta indipendente. (ANSAmed).

12:02Mo: ad inizio febbraio possibile incontro Trump-Netanyahu

(ANSAmed) - TEL AVIV, 22 GEN - Benyamin Netanyahu potrebbe incontrare il neo presidente Usa Donald Trump nella prima settimana di febbraio a Washington. Lo indicano alcune indiscrezioni giornalistiche che citano fonti non specificate a Gerusalemme. Secondo queste Netanyahu - che ha definito Trump "un vero amico di Israele" - non aspetterebbe il congresso dell'Aipac, la principale lobby filo israeliana negli Usa, prevista per fine marzo e dove è tradizionale che partecipi il premier, ma tenderebbe ad anticipare i tempi. Netanyahu a fine gennaio ha in calendario due trasferte all'estero: Australia e Singapore. Ma subito dopo andrebbe in America. In questo primo, cruciale, incontro, sono molti i temi: dalla situazione della regione alla costruzione delle colonie ebraiche, dall'accordo sul nucleare dell'Iran alla ripresa delle sanzioni contro Teheran, al trasferimento del'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

11:52Francia: primarie, sinistra sceglie candidato all’Eliseo

(ANSA) - PARIGI, 22 GEN - Urne aperte dalle 9 in Francia per il primo turno delle primarie della sinistra che sceglie oggi il suo candidato nella corsa all'Eliseo della prossima primavera. Lacerata al suo interno dopo cinque anni di governo tutti in salita, la gauche teme per l'affluenza e punta a un risultato - 1,5 - 2 milioni di votanti - che sarebbe comunque la metà dei partecipanti alle primarie della destra a fine novembre. I candidati favoriti sono l'ex premier socialista Manuel Valls, l'ex ministro dell'Economia e oggi portatore di ricette radicali, Arnaud Montebourg, e il capo della "fronda" interna alla maggioranza di sinistra, Benoit Hamon. Completano il quadro l'altro ex ministro Vincent Peillon, gli ecologisti Jean-Luc Bennhamias e Francois de Rugy, la radicale di sinistra Sylvia Pinel. Primo turno stasera, ballottaggio fra i due che si classificheranno ai primi posti fissato per domenica prossima.

11:43Maltempo: nelle Marche frazioni tutte raggiunte

(ANSA) - ANCONA, 22 GEN - Sono state tutte raggiunte le frazioni dell'entroterra marchigiano rimaste isolate per la neve, ma restano ancora diverse strade da aprire. Le persone per giorni bloccate sono state comunque raggiunte, anche a piedi e con gli sci, dalla macchina dei soccorsi, che ha portato, dov'era stato richiesto, viveri e medicinali. Continua il monitoraggio per l'allerta valanghe e slavine (ieri la frazione di Pozza di Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno, era stata evacuata a causa dell'alto pericolo che una slavina potesse abbattersi sulla strada provinciale che conduce al paese) e dei fiumi. In tutta la regione ci sono 165 centraline per controllare l'innalzamento dei corsi d'acqua con il rischio di possibili esondazioni. Per quanto riguarda l'energia elettrica, ci sono ancora 5-600 utenze disalimentate. Il dato è riferito all'ultimo aggiornamento, di ieri sera. E' probabile che nel frattempo i tecnici Enel ne abbiano riattivate altre.

Archivio Ultima ora