2013, tasse più alte. Famiglie tagliano su consumi

ROMA – Tasse ancora più alte a inizio 2013. Secondo quanto si legge nella nota di aggiornamento del Def la pressione fiscale, dopo il netto aumento atteso per l’anno in corso (44,7%), pari a oltre 2 punti percentuali, è prevista ancora in lieve aumento nel 2013 (45,3%) e in successiva riduzione fino a collocarsi su valori lievemente al di sotto del 2012 a fine periodo.
Intanto si registra una flessione dei consumi delle famiglie italiane. Dopo una crescita dello 0,2% nel 2011 dovrebbero registrare un calo del 3,3% quest’anno e dello 0,5% nel 2013. La spesa dovrebbe registrare un +0,6% e un +0,8% nel 2014 e 2015.
Migliorano invece le condizioni di offerta del credito, mentre la domanda risulta in contrazione. Secondo l’indagine trimestrale sul credito bancario, si legge nel Def, dal lato dell’offerta, nel secondo trimestre 2012 si rileva un sensibile miglioramento rispetto alle tensioni emerse a gennaio scorso. Si registra una minore tensione nelle condizioni dell’offerta alle grandi mentre per le piccole-medie (PMI) vi è sostanziale stabilità.
Per le famiglie, nel secondo trimestre, le condizioni dell’offerta di credito sono risultate stabili per i mutui immobiliari e in lieve restrizione nel segmento del credito al consumo. La domanda risulta in lieve contrazione in entrambi i comparti, nonostante la lieve diminuzione dei tassi d’interesse (sui prestiti per l’acquisto di abitazione e sul credito al consumo) in corso dal mese di febbraio.
Sale ancora il tasso di disoccupazione che raggiungerebbe il 10,8% nel 2012 per poi aumentare all’11,4% nel 2013. Nonostante l’ipotizzato aumento del tasso di partecipazione, il tasso di disoccupazione si ridurrebbe fino al 10,9% nel 2015 dopo 11,3% nel 2014.

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