Film Maometto, Obama all’Onu: “Attacchi ai nostri valori comuni”

WASHINGTON – Gli attacchi e le violenze contro sedi diplomatiche Usa nel mondo arabo non sono solo l’espressione di sentimenti anti-States ma “l’attacco ai più profondi ideali” su cui si fondano le Nazioni Unite. E’ questo il messaggio che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato dal podio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
– Se siamo seri nel sostenere questi ideali, dobbiamo parlare onestamente sulle cause di questa crisi, perché dobbiamo fronteggiare una scelta tra le forze che ci dividerebbero e le speranze che abbiamo in comune – ha continuato il presidente riferendosi ai drammatici eventi che l’11 settembre ha portato alla morte dell’ambasciatore in Libia Chris Stevens ed altri 3 diplomatici statunitensi nel consolato Usa di Bengasi -. Oggi dobbiamo affermare che il nostro futuro sarà determinato dalle persone come Chris Stevens e non dai suoi assassini, dobbiamo dichiarare che questa violenza ed intolleranza non hanno spazio nelle nostre Nazioni Unite.
Quanto al film su Maometto che ha provocato violenze in diversi paesi musulmani, Obama lo ha definito “rozzo e disgustoso”. Allo stesso tempo ha sottolineato che non vi è nessun “discorso che possa giustificare una violenza folle, nessun video che possa giustificare l’attacco alla nostra ambasciata”.
Nel suo intervento, Obama ha lanciato un nuovo monito all’Iran sottolineando che gli Stati Uniti “faranno quello che devono” per impedire a Teheran di acquisire armi nucleari.
– Noi crediamo che si sia ancora tempo e spazio – per una soluzione diplomatica della crisi nucleare con l’Iran, ma – il tempo a nostra disposizione non è illimitato – ha avvertito il leader delal Casa Bianca parlando dal podio dell’Assemblea Onu dove nei prossimi giorni salirà anche il presidente iraniano -. Un Iran dotato di armi nucleare non è una sfida che può essere contenuta, e per questo gli Stati Uniti faranno quello che devono per impedire all’Iran di ottenere le armi atomiche.
Il presidente Usa ha poi ribadito la condanna di Washington per il regime siriano di Bashar Assad, definendolo un regime “che tortura i bambini” e che per questo “deve finire”. Obama ha assicurato il sostegno alle forze siriane che “abbiano una visione di inclusione” e collaborazione tra i veri gruppi, perché, ha sottolineato il presidente Usa, bisogna garantire che non si favorisca chi invece punta alle “divisioni settarie”.
Il conflitto in Siria è un “disastro” che minaccia la pace nella regione e che “richiede un’azione dal parte del Consiglio di Sicurezza”, ha affermato dal canto suo il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Ban si è soffermato sul conflitto israelo palestinese, rilevando che “la soluzione dei due Stati è l’unica opzione possibile” e che la continua crescita degli insediamenti israeliani nei territori occupati “mina gli sforzi per la pace”. Il segretario generale ha lamentato la scarsa attenzione sulla cisi umanitaria nel Sahel.
L’emiro del Qatar, Sheik Hamad bin Jasim bin Jabr Al-Thani, ha invece ricordato quando “le forze arabe sono intervenute in Libano” nel 1970 definendo la situazione in Siria come “inaccettabile”: l’Onu ha fallito e ora sta ai paesi arabi “interferire” e usare “tutti gli strumenti disponibili, umanitari, politici e militari”.