Anticorruzione, spunta l’emendamento ‘anti-Batman’

ROMA – Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che utilizza contributi politici “indebitamente per finalità diverse o se ne appropria” è punito con il carcere da 2 a 6 anni. Lo prevede l’emendamento del Pdl presentato al ddl anticorruzione. L’obiettivo, si spiega, è di colpire amministratori come ‘er batman’.
– E’ l’Europa a chiederci un grosso impegno di lotta contro la corruzione – ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rispondendo ad una domanda sulla necessità che si acceleri l’approvazione del provvedimento. E’ urgente operare per la ripresa di uno stabile processo di crescita, un obiettivo che può e deve essere perseguito nel quadro dell’obbligato risanamento dei conti pubblici, attraverso una politica di rigore che deve coinvolgere tutti i ceti sociali, a cominciare dai più abbienti – afferma Napolitano.
“Siamo pronti a ritirare tutti gli emendamenti che abbiamo presentato in Commissione per agevolare l’iter, e se ci sono forme di boicottaggio da parte del Pdl chiediamo al governo di ricorrere alla fiducia” dice il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando sul ddl anticorruzione.
– Questa legge costituisce un punto di equilibrio – spiega -. Non comprende alcuni temi che volevamo. Li tratteremo in altra sede, ma è politicamente essenziale che questo pacchetto sia approvato entro fine mese.
In una nota congiunta, il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il senatore Luigi Li Gotti, responsabile del dipartimento giustizia dell’IdV affermano:
– Il campo di battaglia propagandistica del disegno di legge anticorruzione è sempre più disseminato di chiacchiere. L’IdV ha sempre ritenuto, e ritiene, che la lotta alla corruzione si debba fare introducendo il reato di autoriciclaggio, ripristinando il falso in bilancio, intervenendo su incandidabilità e decadenza dei corrotti da ruoli di rappresentanza politica elettiva, inasprendo le pene, bloccando la corrosione della prescrizione e, soprattutto, mantenendo fermo il reato di concussione per induzione che ora vogliono togliere. Insomma – aggiungono – la politica deve scoprire il suo ruolo di rispetto e correttezza verso i cittadini, adottando provvedimenti che devono valere anche per se stessa oltre che per la collettività. Queste nostre proposte concrete vengono maldigerite dal Pdl, come al solito allergico ai temi dell’etica, e, pur non rinunciando alle nostre battaglie, non vogliamo offrire il destro alle iniziative dilatorie del centrodestra. E’, infatti, evidente che il Pdl voglia barattare qualche concessione sulla corruzione con l’indebolimento del sistema delle intercettazioni e con specifiche ritorsioni nei confronti dei magistrati.
Spiegano ancora Di Pietro e Li Gotti:
– L’IdV lo dice con estrema chiarezza: il governo non accetti ricatti e assuma le decisioni più decise. Abbiamo subìto oltre trenta richieste di fiducia, anche su provvedimenti che meritavano ben altro approfondimento. Una richiesta di fiducia sul disegno di legge anticorruzione, invece, sarebbe ben spesa: l’esecutivo non indugi. Allo smantellamento dell’anticorruzione e ai ricatti, si risponde in un solo modo: il governo ponga la fiducia, subito e senza indulgere, perché stiamo facendo ridere l’Europa.
Dal canto suo, il ministro della Giustizia, Paoila Severino, a margine di un’audizione al Senato afferma:
– Non so se servirà la fiducia al ddl anticorruzione. Io lavoro giorno per giorno, ma mi sembra di aver ricevuto segnali positivi dalla Commissione e confido in tempi brevi perché l’approvazione del testo entro la legislatura è un obiettivo condiviso”.
Quanto all’ipotesi di un maxiemendamento, il ministro ha detto di attendere la lettura degli emendamenti.
Il Presidente della Repubblica, in occasione della presentazione del ‘Rapporto Svimez 2012 sull’economia del Mezzogiornò, ha inviato un messaggio al Presidente dell’Associazione, Adriano Giannola.
– Nella presente difficile situazione economica – scrive il capo dello Stato – destano grande preoccupazione i dati relativi all’andamento dell’occupazione in tutte le aree del paese, che riguardano in particolare il Mezzogiorno e le generazioni più giovani. E’ pertanto evidente l’urgenza di operare per la ripresa di uno stabile processo di crescita, il cui conseguimento resta imprescindibilmente legato anche alla piena mobilitazione di tutte le risorse economiche e sociali del meridione. Questo obiettivo può e deve essere perseguito – sottolinea – nel quadro dell’obbligato risanamento dei conti pubblici, attraverso una politica di rigore che deve coinvolgere tutti i ceti sociali, a cominciare dai più abbienti. Occorre al tempo stesso un più forte impegno dell’Unione europea, per sostenere investimenti strategici quali quelli relativi alla formazione delle risorse umane, alla ricerca, alla innovazione ed a qualificati interventi infrastrutturali.
Le Regioni hanno proposto al governo una riduzione drastica del numero dei consiglieri regionali: saranno 300 in meno con un taglio di quasi un terzo del numero attuale. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

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