Piemonte, Finanza in Regione S’indaga in Emilia Romagna

ROMA – Dopo il caso Lazio indagini sulla gestione dei conti dei gruppi consiliari anche in Piemonte e in Emilia Romagna. La Guardia di Finanza di Torino si è presentata ieri mattina negli uffici di tutti i gruppi politici regionali di Palazzo Lascaris dove ha raccolto documenti contabili a partire dal 2008.
Nei giorni scorsi infatti la Procura del capoluogo piemontese ha avviato un’indagine conoscitiva sui conti del Consiglio regionale per accertare se vi sia stata qualche malversazione o mancanza soprattutto nei bilanci dei gruppi e nelle rendicontazioni delle spese dei consiglieri, come le autocertificazioni di missioni e trasferte, i rimborsi chilometrici, e cosi via. Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato.
– Si tratta di un’indagine conoscitiva in tutti i gruppi consiliari. Ben venga, non c’è nulla da nascondere – ha commentato il presidente del Piemonte, Roberto Cota -. Come presidente della Regione posso rivendicare – ha poi aggiunto – che concretamente dall’inizio di questa legislatura ho varato una serie di provvedimenti per ridurre i costi della politica.
Sembra che, secondo quanto si apprende da fonti vicine alla Procura, a dare slancio all’indagine, avviata a inizio settimana, siano stati alcuni articoli di stampa sui conti regionali, a cui si sono aggiunte le dichiarazioni del deputato Pdl, Roberto Rosso. Il deputato piemontese in una trasmissione aveva infatti rivelato che un consigliere regionale piemontese, suo ospite a Sestriere, aveva utilizzato per la settimana bianca i rimborsi previsti dalla Regione per le ‘’missioni’’.
Il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Valerio Cattaneo, riferisce:
– La presidenza del Consiglio regionale del Piemonte si è subito messa a disposizione della Guardia di Finanza che questa mattina si è presentata chiedendo la documentazione relativa al finanziamento dei gruppi consiliari. I Finanzieri sono poi andati anche nelle sedi dei gruppi consiliari. Sono anche stato informato ufficialmente – ha spiegato – che vi è un’inchiesta conoscitiva della Procura di Torino’.
Un’iniziativa che sembra quasi scontata dopo lo scandalo scoppiato alla Regione Lazio.
– Mi sembra – ha sottolineato Cattaneo – che siano in corso ricognizioni di questo tipo in molte regioni. D’altronde le dichiarazioni di Rosso non potevano passare inosservate -, ha aggiunto.
Un’indagine è stata aperta anche dalla Procura di Bologna che ha organizzato appositamente un pool di magistrati e uomini della Guardia di Finanza, chiamati a lavorare su questo specifico fronte. Si tratta di un fascicolo conoscitivo, al momento senza indagati e senza ipotesi di reato, per fare luce sulla gestione dei conti dei gruppi consiliari della Regione Emilia Romagna.
La Procura di Bologna era già a lavoro sull’inchiesta riguardante le presunte interviste a pagamento rilasciate da alcuni consiglieri regionali alle emittenti radiotelevisive locali. Non solo. A queste si aggiungono altre due indagini, una sui conti del gruppo consiliare dell’Idv, con l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex capogruppo Paolo Nanni, accusato di peculato, e una sui conti pubblici della Lega Nord, dopo alcune denunce che erano state sollevate da ex esponenti del Carroccio.
In Regione è indagato per falso ideologico anche il presidente Vasco Errani, finito nell’inchiesta sul caso ‘Terremerse’ che riguarda le procedure del finanziamento accordato da Viale Aldo Moro alla cooperativa guidata dal fratello del presidente della giunta, Giovanni Errani. Per Errani i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio.

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