Sangregorio: “Sud America, Pdl nel caos. L’Usei avanza”

Pubblicato il 28 settembre 2012 da redazione

BUENOS AIRES – “Ecco che in Italia sta affiorando la verità su quello che possiamo chiamare ‘l’amalgama mal riuscito’ del Popolo della Libertà: l’illusione creata con la fusione di Alleanza Nazionale e Forza Italia sta piano piano sgonfiandosi” Lo scrive il presidente di USEI, Unione sudamericana emigrati italiani, Eugenio Sangregorio, secondo cui “il crollo del partito fondato da Silvio Berlusconi” comincia dal Lazio, “con lo scandalo dei fondi PdL e le dimissioni dell’ormai ex presidente della Regione, Renata Polverini”.
– Certe notizie, come volete che vengano accolte qui in Argentina? – si chiede Sangregorio – I connazionali qui residenti, allo stesso modo degli italiani d’Italia, sono schifati. E ci fa sorridere qualche esponente del PdL eletto all’estero, anche qui in Sud America, che prova a difendere il proprio partito: un tentativo di arrampicarsi sugli specchi che ormai non convince più nessuno.
Qui in Argentina, e in tutto il Sud America, il PdL vive un po’ la stessa situazione che vive in questi giorni nel Lazio: un caos totale. Mentre le elezioni politiche si avvicinano ogni giorno di più, il partito di via dell’Umiltà non ha la minima idea su chi puntare per ripresentarsi agli elettori nel 2013. Gli esponenti pidiellini eletti all’estero hanno dimostrato durante questa legislatura una indubbia capacità, quella di ignorare ogni necessità degli italiani residenti nei cinque continenti. Buio totale per ciò che riguarda le comunità italiane nel mondo. Il PdL qui in Sud America è finito, l’odore di putrefazione è nell’aria. Le nostre comunità non ne possono davvero più: non bastavano tutte le promesse al vento? Non bastavano gli scandali?
Prosegue Sangregorio:
– È anche per questo che noi dell’USEI abbiamo deciso di correre per conto nostro, sotto un nostro simbolo, senza avere nulla a che fare con forze politiche che fino ad oggi hanno sempre tradito le nostre comunità: il nostro progetto è sempre più conosciuto in America Latina, dall’Argentina al Brasile, dal Venezuela all’Uruguay.
Ribadiamo per l’ennesima volta: sviluppo economico, scambi commerciali, crescita delle relazioni bilaterali fra Argentina e Italia, fra Europa e Mercosur, sotto il punto di vista politico, sociale, lavorativo. Basta ai fantocci dei partiti, basta a chi per cinque anni a Roma ci ha solo preso in giro. Se qualche eletto all’estero del Sud America pensa che gli italiani della nostra ripartizione saranno disposti a ridargli la propria fiducia si sbaglia di grosso. I partiti ci hanno deluso, tutti. Tocca a noi, cari connazionali, fare pulizia. Tocca a noi adesso selezionare una squadra di persone – e noi lo stiamo facendo – che abbiano grande passione per gli italiani all’estero, tutte persone per bene, dal passato pulito, persone che da tempo stanno dalla parte della collettività, non personaggi sbucati fuori all’ultimo momento, come è successo in qualche caso qui in Argentina. Siamo sempre più convinti – conclude – e sicuri della nostra forza, mentre attorno a noi c’è il deserto. Con l’USEI in Parlamento siamo certi di potere lavorare per il bene dell’Argentina e del Sud America, senza mai dimenticare che il nostro elettorato si aspetta fatti concreti. E noi a questo punteremo. Ad ottenere risultati. Perché del fumo di certi eletti all’estero ormai siamo proprio stanchi.

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