Pensioni, Mef e ministero Lavoro: sull’Inps no a strumentalizzazioni

Pubblicato il 01 ottobre 2012 da redazione

ROMA – La notizia secondo cui l’accorpamento di Inpdap e Enpals nell’Inps comporta un problema di sostenibilità dell’intero sistema pensionistico ‘’è del tutto infondata e dà luogo a letture distorsive e a possibili strumentalizzazioni’’. In una nota congiunta il Mef e il ministero del lavoro replicando a quanto scritto ieri dal Corriere della sera.
Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero aveva subito escluso qualsiasi allarme per i conti Inps.
– I dati erano tutti conosciuti, che l’Inpdap fosse in disavanzo non è una novità, quindi non c’è allarme. Il nostro obiettivo – ha aggiunto Fornero – era ridurre i costi di gestione e dobbiamo riuscirci. I costi della previdenza sono legati alle regole per le pensioni e quindi scenderanno man mano che si realizzeranno i risparmi prodotti dalla riforma pensionistica. Non si fa risparmio sulle pensioni mettendo insieme Inps e Inpdap o altri enti, si fa risparmio sugli oneri di gestione e di amministrazione e su quelli dobbiamo agire – ha concluso – questi enti devono costare di meno e l’ente unico dovrà costare di meno e credo che lo farà.
Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua spiega:
– Il bilancio dell’Inpdap è chiaramente in disavanzo perché negli ultimi anni c’è stato un turn over che ha portato a un aumento dei pensionati e alla diminuzione dei dipendenti. Nel momento in cui il nuovo ente ha inglobato l’Inpdap è chiaro che questo disavanzo si verifica contabilmente anche nel nuovo Inps. Dico contabilmente perché lo Stato ha sempre fatto fronte al piano dei disavanzi anticipando finanziariamente le risorse necessarie. Non c’è nessun allarme e nessun problema.
Su eventuali misure correttive aggiunge:
-Il sistema previdenziale è un sistema molto semplice. Se i lavoratori attivi sono in diminuzione e i pensionati aumentano, allora lo sbilancio è permanente e non ci sono manovre correttive. Con la spending review ci saranno ancora più pensionati. Qualora il disavanzo dell’Inpdap rimarrà, sarà lo Stato, in quanto datore di lavoro dei dipendenti pubblici, a doverlo risanare.
Il presidente scongiura una mancanza di liquidità per il pagamento delle pensioni.
– L’azzeramento è un fatto contabile, ma finanziariamente i soldi per le pensioni ci saranno assolutamente. Le cifre che riguardano la nota di assestamento di bilancio (i 5,8 miliardi di passivo della gestione Inpdap e i 10 miliardi di disavanzo patrimoniale dell’Istituto della previdenza pubblica) sono già conosciute -, continua Mastrapasqua -. E questo – sottolinea – non modifica la piena consapevolezza di una sostanziale stabilità dei conti dell’Istituto e del sistema previdenziale italiano. Gli effetti delle riforme degli anni scorsi e quelli della Monti-Fornero, che si produrranno compiutamente dal prossimo anno, hanno messo definitivamente in sicurezza i conti della previdenza italiana. L’integrazione di Inpdap ed Enpals in Inps porterà alla creazione di un ente efficiente e trasparente, per tutti.
Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, però attacca:
– Bisogna porre riparo all’improvvisazione vista fin qui, impedendo innanzitutto che l’accumulo nei prossimi anni del disavanzo intacchi pesantemente, fino ad azzerarlo in poco tempo, il patrimonio dell’Ente. Sarebbe ora – osserva- che, sulla complessa vicenda dell’Inps, il governo aprisse un confronto reale, a partire dal tema della riforma della governance, che non è certo indifferente rispetto al destino dell’Ente ed alle politiche previdenziali e di welfare che ad esso sono legate.

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