Juve molle, Bonucci regala il pareggio contro lo Shakhtar

Pubblicato il 02 ottobre 2012 da redazione

TORINO – Aveva ragione Chiellini: lo Shakhtar è una grande squadra. E la Juventus, ieri sera, è stata piccola. Il pari sta stretto, anzi, strettissimo agli uomini di Lucescu, che hanno costruito occasioni nitide, bruciato l’avversario sulla velocità e costretto i padroni di casa a un calcio balbettante.
Merito quindi degli ucraini se la Juventus è apparsa irriconoscibile e ridimensionata in campo europeo, l’esatto contrario di quella di Londra. Adesso le cose si complicano e i bianconeri possono solo sperare in un pari tra inglesi e nero-arancioni, altrimenti il cammino del girone si mette decisamente in salita, dovendo poi fare visita agli ucraini. Lo Shakhtar è partito subito in scioltezza e velocità, con Teixeira sulla fascia destra e Rat su quella sinistra imprendibili per Asamoah e Lichsteiner. Sicuri in difesa, gli ospiti hanno costruito calcio brasiliano con Fernendino e Hubshmann in regia e Willian tra le linee, a ispirare e rifinire perfettamente. Già dopo tre minuti Mhkytarian era a tu per tu con Buffon, e al 12’ Lichsteiner ha commesso fallo da rigore su Willian. Fioca la reazione bianconera con un cross basso dello spento Vucinic. Ma l’iniziativa era sempre in mano ospite e infatti ecco arrivare il gol al 22’, dopo che Marchisio aveva illuso con una girata in area fuori di poco: Willian in area fa il giocoliere, perde palla ma la riconquista, serve Teixeira ed é vantaggio ospite. La Juve riparte con l’orgoglio e Bonucci si supera con una conclusione da centravanti nell’angolino su corner basso di Pirlo. Il tempo finisce con una deviazione di testa da due passi semmpre di Bonucci, ma Pyatov devia con sicurezza.
La ripresa sembrava offrire una Juve più corta e decisa a imporre il proprio gioco, ma era solo una illusione: irriconoscibili troppi uomini, da Pirlo a Vidal, Asamoah, Vucinic, solo Marchisio ha continuato a lottare su livelli alti.
Lo Shakhtar ha ripreso presto il comando del centrocampo e sono stati subito dolori per Buffon: Willian in una delle velocissime ripartenze colpisce da fuori area e la palla esca di un soffio; Rakitskiy calcia una punizione che Buffon sventa alla grande. Nel frattempo, cross ficcante di Lichtsteiner, né Giovinco (entrato per Vucinic) né Marchisio ci arrivano a porta vuota, segnale chiaro che la serata era storta. Nel finale, con Giovinco che si divora un’occasione in contropiede, i sorci verdi li vede solo la Juve: tiro radente pericolosissimo di Mkhitarian, altro tiro a lato dell’armeno da dentro l’area e infine allo scadere Willian colpisce la traversa. Parlare di brividi per Buffon è un eufemismo.
La Juve si porta a casa un pari preziosissimo ma anche la consapevolezza che in Champions League ci vuole ben altra qualità. Lucescu invece si gode la splendida realtà e comincia a sognare in grande: gli ottavi sono alla portata e più avanti chissà, se non incontra subito il Barcellona, può davvero arrivare lontano perché la squadra è giovane, ben guidata e ha un sacco di talento.

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