COLOMBIA: Farc reiterano condizioni del processo di pace

BOGOTÀ – La presenza di Ricardo Palerma, alias ‘Simón Trinidad’, al tavolo del dialogo tra il governo e le Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) è indispensabile per la guerriglia che ha confermato la designazione
tra i suoi negoziatori “plenipotenziari” di colui che agì già come portavoce alle fallite trattative con l’amministrazione di Andrés Pastrana (1998-2002).
In una ‘lettera aperta’ diffusa dall’agenzia Anncol, lo stato maggiore centrale delle Farc ha precisato che “i modi in cui concretizzare il contributo (di Trinidad, ndr) saranno oggetto di discussione al tavolo del negoziato” a causa del fatto che il guerrigliero è al momento detenuto negli Stati Uniti, dove gli è stata comminata una condanna a 60 anni per il sequestro di tre ‘contractors’.
Non è chiaro, quindi, se Trinidad sarà presente a Oslo, in Norvegia, all’apertura dei colloqui il 15 ottobre, o vi prenderà parte solo in seguito,
quando si sposteranno a Cuba.
Dall’Avana, nel frattempo, il portavoce della guerriglia Andrés París, ha auspicato che il tumore che ha colpito il presidente Juan Manuel Santos, sottoposto ieri a un intervento chirurgico, “non sia un ostacolo”, augurandogli “un pronto recupero”. Santos ha annunciato al paese che si tratterebbe di “un tumore piccolo e non aggressivo” che non necessiterà di terapie.
Sempre dall’Avana, il cosiddetto ‘ministro degli Esteri’ delle Farc Rodrigo Granda, ha chiesto inoltre che vengano assicurate “piene garanzie” ai 30 rappresentanti del gruppo armato che parteciperanno, a vario titolo, al processo di pace: “Gli ordini di cattura devono essere revocati totalmente. Sarebbe disastroso se qualche giudice, depistato o meno, in Norvegia o in un altro luogo del mondo li usasse per catturare un membro delle Farc tra coloro che siedono al tavolo”. Sullo stesso Granda pesa
una richiesta di arresto avanzata dalla magistratura paraguayana per il sequestro della figlia dell’ex presidente Raúl Cubas, Cecilia, rapita nel settembre 2004 e rinvenuta morta cinque mesi dopo nei pressi di Asunción; in merito, Granda si è sempre definito innocente.