Draghi: “Su crisi palla ai governi. La crescita è debole”

BRUXELLES – “I tassi d’inflazione dell’Eurozona sono attesi sopra il 2% nel 2012 per poi scendere sotto nel corso dell’anno prossimo”, mentre la crescita “dovrebbe restare debole con le tensioni sui mercati e l’alta incertezza che pesano sulla fiducia”. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.
Il programma di acquisto dei titoli di Stato “ci permetterà di evitare sfide potenzialmente gravi per la stabilità dei prezzi” e “siamo strettamente nel nostro mandato”. Così il presidente dell’Eurotower ha difeso il programma anti-spread criticato dalla Bundesbank. Poi, mentre è in corso un negoziato tra Spagna e Bruxelles per i fondi a Madrid, ha affermato che la Bce è pronta a lanciare il suo programma di acquisto dei titoli di Stato, se verrà richiesto da Paesi che sottoscrivono le condizioni previste. Tocca ai governi di Eurolandia decidere ora sulle eventuali richieste di salvataggio: la Bce ha già messo in piedi un meccanismo di difesa, ha sottolineato. Le condizioni cui sono subordinati gli aiuti da parte del fondo salva-Stati e della Bce, ha inoltre precisato, “non devono essere necessariamente punitive”, anzi spesso si tratta di condizioni ‘pro-crescita’ come le riforme strutturali.
Quanto alla Grecia, un allungamento delle scadenze sul debito di Atene in mano alla Bce “equivarrebbe al finanziamento monetario”, si è detto convinto Draghi, chiudendo la porta all’ipotesi. I governi, ha aggiunto, devono continuare i loro sforzi per consolidare i conti pubblici. Ma le riforme strutturali per rilanciare la crescita, a partire dalle liberalizzazioni, sono “altrettanto importanti”.
Nel frattempo la Banca Centrale Europea nella riunione di ieri ha lasciato i tassi fermi allo 0,75%. L’Eurotower ha lasciato invariati anche il tasso marginale all’1,5% e quello sui depositi a zero. Il consiglio direttivo della Bce non ha discusso l’ipotesi di un taglio dei tassi d’interesse nei prossimi mesi, riferisce Draghi, con parole che abbassano le attese di una riduzione da qui a fine anno.