Casini chiude a Berlusconi: “Inutile illudere i moderati”

Pubblicato il 10 ottobre 2012 da redazione

ROMA – Un dialogo tra sordi. Quasi in contemporanea, Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli riunisce i vertici del Pdl per convincerli a tessere l’unità dei moderati e Pier Ferdinando Casini, da Montecitorio, sfila una volta e per tutte la tela del Cavaliere.
– L’organizzazione e la rappresentanza dei moderati italiani è una cosa troppo seria per essere banalizzata con battute. Deve partire dai contenuti: moralità, lotta spietata alla corruzione, Stati Uniti d’Europa, euro, Agenda Monti. Contenuti che sono l’elemento fondante di qualsiasi rapporto politico – è sempre più netto nel respingere l’offerta il leader Udc. Le parole di Casini e quelle pronunciate ieri dal leader Fli Gianfranco Fini coincidono al millimetro.
– Lasciamo che l’offerta naufraghi da sè – si sono detti a caldo i due, richiamando alla mente le ultime sparate anti-euro ed anti-europeiste del Pdl e le incertezze sul sostegno all’azione del governo.
– Vanno messe al bando il populismo, la demagogia, le facili promesse, che sono state la malattia della nostra democrazia. Va recuperata serietà, sobrietà, senso del dovere – parla al Cavaliere senza nominarlo Casini -. L’appello all’unità dei moderati è stato usato troppo spesso per fare politiche tutt’altro che moderate. I moderati italiani molto spesso sono stati illusi e non c’è niente di peggio che dare loro illusioni che si trasformano in nuove delusioni.
– Aspettiamo una risposta. Nessuno ha numeri così importanti per immaginare di essere autosufficiente – ribatte intanto tra il conciliante ed il minaccioso Maurizio Gasparri lasciando Palazzo Grazioli. Ma Casini e Fini – in contatto con Luca Cordero di Montezemolo – fanno in modo di tenere l’asticella alta quanto basta a rendere impossibile il salto. La costruzione del campo dei moderati, nei loro progetti, non può includere Berlusconi nè chi ha cantato nel coro con lui.
L’accusa di aver contribuito alla vittoria delle sinistre è già nel conto, anche se il leader Udc un messaggio chiaro sulle alleanze ieri lo manda anche all’indirizzo di Pier Luigi Bersani.
– I contenuti sono l’elemento fondante di qualsiasi rapporto politico. Questo vale per i moderati come per i progressisti.
Intanto Luca Cordero di Montezemolo manda avanti i congressi regionali di ‘Italia Futura’ (dopo Puglia e Basilicata, il Piemonte) in vista della grande convention di novembre.
– La legge di stabilità ha il grande merito di chiarire che passa e passerà proprio per l’Agenda Monti il discrimine fra le forze politiche – è il nuovo endorsement per il premier che arriva dalla Fondazione, insieme alla chiara indicazione della direzione di marcia (da registrare invece in tema interventi leggermente meno acritici da parte di Fini e Casini). Nel Pdl scosso dalle crisi della Calabria e della Lombardia, Daniela Santanchè, pasdaran berlusconiana, proclama invece guerra aperta al leader Udc:
– Casini leader dei moderati? Lo vedo come il fumo negli occhi. Non voglio certo morire democristiana. E neppure montiana. E’ stato sbagliato andare da Casini col cappello in mano…

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