Nobel per la Pace all’Ue

Pubblicato il 12 ottobre 2012 da redazione

BRUXELLES – Il premio Nobel per la Pace 2012 è andato all’Unione Europea. All’Ue, alle prese con una delle crisi più gravi della sua storia, ma garante da decenni della pacificazione del Vecchio Continente, è andato il riconoscimento che viene attribuito ad Oslo. “Il più importante risultato dell’Ue e’ l’impegno per la pace, la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilità giocato dall’Unione ha aiutato a trasformare la gran parte d’Europa da un continente di guerra a un continente di pace”, si legge nelle motivazioni.

Ma anche in questa occasione l’Europa ha dimostrato la sua natura di unione divisa. Perché la prima questione da risolvere sarà quella di stabilire chi andrà a ritirare il premio. La portavoce della Commissione ha ammesso che “non c’è stato ancora il tempo di pensarci”. Schulz si è già candidato (“aspetto con emozione il momento in cui riceveremo il Premio Nobel a Oslo”). Ma è impensabile che a dicembre in Norvegia non vadano anche Barroso e Van Rompuy.

Proprio da Barroso arriva uno dei primi commenti al premio. “E’ un grande onore per l’intera Unione Europea, per tutti i 500 milioni di cittadini, aver ricevuto il Nobel per la pace” dice su Twitter.

Intanto il Nobel per la letteratura, il cinese, Mo Yan fa appello per la liberazione “il piu’ presto possibile” del premio Nobel per la pace 2010, il connazionale Liu Xiaobo. “Spero che possa riacquistare presto, quanto prima possibile, la sua libertà”, ha detto Mo Yan, insignito ieri del Nobel per la letteratura. Liu Xiaobo, Nobel per la pace nel 2010, è in carcere in Cina dopo una condanna, nel 2009, a 11 anni di carcere per “sovversione”, per aver scritto un testo in favore dell’instaurazione della democrazia in Cina.

LE REAZIONI, DA MONTI A MERKEL – Il premier Mario Monti ha espresso le sue congratulazioni: “La formula stessa dell’integrazione per impedire la guerra e garantire la pace inventata dalla Ue e sperimentata per decenni – ha detto il premier nel suo intervento davanti al meeting dei partecipanti dell’Expo – è oggetto di studio e ammirazione in altri parti del mondo”.

‘Il premio è un incoraggiamento agli sforzi per la pace’ afferma il cancelliere tedesco Angela Merkel.

L’ex presidente francese, Valery Giscard d’Estaing, uno degli artefici dell’integrazione europea, ha salutato oggi con grande soddisfazione il Nobel. “E’ giusto che questo straordinario sforzo che è stato compiuto dagli europei e dai loro leader per una pace duratura sul loro continente, storicamente luogo di guerra – ha detto Giscard – sia premiato e onorato”.

“L’Unione europea ha giocato un ruolo vitale nel curare le ferite della storia e nel promuovere la pace, la riconciliazione e la cooperazione attraverso l’Europa. Ha contribuito all’avanzata della libertà, della democrazia e dei diritti umani nel continente e oltre” dice il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha offerto le sue “calorose congratulazioni” per il Nobel per la Pace alla Ue. Rasmussen ha anche definito la Ue “un partner unico e essenziale per la Nato”.

“Siamo tutti molto orgogliosi che gli sforzi dell’Ue per la pace in Europa siano stati ricompensati”. L’Ue “è il più grande operatore di pace nella storia”: è riuscita a stabilire la pace “in un Europa che nel XX secolo ha attraversato due guerre civili”. Questo il primo commento del Presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy.

Uno dei padri dell’integrazione europea negli anni ’80 ed ex presidente della commissione, Jacques Delors, ha detto che il premio incoraggerà i paesi che ne fanno parte ad accrescere la cooperazione nonostante le crisi di percorso. “L’Europa va avanti nonostante le crisi – ha detto Delors a BFM Tv – non è un fiume che scorre tranquillo, ma si consolida. Penso che tutti i capi di stato e i popoli prenderanno il premio come incoraggiamento. Sono molto emozionato. Gli ultimi 30 anni sono stati molto difficili”.

Il Premio Nobel dato all’Unione Europea è “anche un invito a proseguire e rafforzare i legami tra noi perché la crisi economica e la paura del nuovo negli ultimi anni hanno frenato questo grande progetto. Quindi dobbiamo ricominciare e proseguire” commenta Romano Prodi. 

Il Nobel all’Ue è “una decisione intelligente e lungimirante” e “soprattutto una conferma per il progetto di un’Europa di pace” dice l’ex cancelliere tedesco, Helmut Kohl, secondo quanto riporta il sito di Die Welt. Il Nobel per la pace “è anche un incoraggiamento per noi tutti a procedere sulla strada dell’Europa unita”, ha proseguito Kohl, tra i padri fondatori dell’Unione: “Come europei abbiamo tutte le ragioni di essere orgogliosi”, “mi rallegro molto per questa scelta”.

MO YAN: CRITICHE DA DISSIDENTI E INTELLETTUALI CINESI  – E’ dura la critica dei dissidenti cinesi per il conferimento del Nobel alla letteratura all’autore cinese Mo Yan. Secondo quanto riferisce il South China Morning Post, per il dissidente Wei Jingsheng, che vive ormai da anni in esilio negli Stati Uniti, si sarebbe trattato di una “mossa fatta esclusivamente per compiacere il governo di Pechino”. Aggiungendo che la Cina ha molti altri scrittori di talento, Wei ha affermato che la Commissione per il Nobel “ha scelto Mo Yan perché la sua elezione fosse più tollerata dal regime comunista”.”Questo premio – ha detto ancora Wei – non è veramente basato sulle sue capacità di scrittore ma ha altri scopi e per questo non è degno di nota”. Wei Jingsheng è un ex elettricista che coraggiosamente pubblicò un manifesto che inneggiava alla democrazia. Per questo fu incarcerato, e dopo 18 anni in prigione, vissuti in parte nel braccio della morte, nel 1997 gli fu concesso, grazie all’intervento dell’allora presidente Bill Clinton, di recarsi in esilio negli Stati Uniti, dove vive da allora.

Ma le critiche al premio Nobel a Mo Yan arrivano anche dai dissidenti che ancora vivono in Cina. Primo fra tutti l’artista Ai Wei Wei, da anni ormai nel mirino delle autorità cinesi. Ai ha detto di essere “furioso” per la vittoria del premio da parte di Mo Yan. “Dare il premio a uno scrittore come lui – ha detto senza mezzi termini – è un insulto all’umanità e alla letteratura. E’ vergognoso che la Commissione abbia fatto una scelta del genere che tra l’altro non è all’altezza della qualità del premio negli anni precedenti”. Condividono il pensiero di Ai Wei Wei anche altri intellettuali e dissidenti. Mo Zhixu, scrittore di Pechino, ha sottolineato come Mo Yan “non abbia una personalità indipendente”, Yu Shicun, saggista e critico letterario, ha aggiunto che il premio a Mo “non ha senso”. “Le sue opere – ha detto il saggista – sono state influenzate dalla letteratura latino-americana, non penso che abbia creato proprie cose originali. Noi intellettuali non lo vediamo come un innovatore della letteratura cinese”. Per molti Mo Yan è dunque soprattutto un uomo vicino al partito. Vicepresidente dell’associazione di scrittori sostenuta dal governo di Pechino, Mo è stato anche criticato per aver abbandonato polemicamente la fiera del libro di Francoforte nel 2009 dopo aver saputo della presenza di alcuni dissidenti in esilio alla manifestazione e per aver al contrario partecipato a una commemorazione maoista nel giugno scorso.

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