Obama, oggi il secondo testa-a-testa con Romney

WASHINGTON – “Vanno alla grande”. Così Barack Obama ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano come andavano i preparativi per il dibattito di oggi a Long Island, dibattito che il presidente sa di non poter sbagliare Per questo, il presidente questa volta non ha fatto le battute da studente svogliato sui preparativi (“mi tengono chiuso tutto il giorno a fare i
compiti”, aveva scherzato alla vigilia del faccia a faccia di due settimane fa che poi è stato vinto nettamente da Mitt Romney) ed ha accettato dichiudersi in ritiro in un resort di lusso di Williamsburg, in Virginia.
Obama e il suo staff sono arrivati al Kingsmill Resort – che nel weekend ha anche ospitato un raduno di Ferrari – sabato mattina e vi rimarranno fino a oggi pomeriggio, quando partiranno per recarsi alla Hosftra University, l’università nello stato di New York che ospiterà il secondo dibattito.
Non vi sono stati grandi cambiamenti nella squadra dei ‘preparatori’ rispetto a due settimane fa: David Alxelrod, il principale stratega della campagna, David Plouffe, il consigliere della Casa Bianca, e il senatore John Kerry e Anita Dunn attivamente impegnati nelle simulazioni dei dibattiti.
E’ noto infatti che l’ex candidato della Casa Bianca ha il compito di impersonare Romney, che Kerry conosce bene essendo stato governatore dello stato che lui rappresenta in Senato, mentre la consigliere di Obama fa la parte di Candy Crowley, la giornalista della Cnn che sarà la moderatrice del dibattito. Completano il gruppo Ben Rhodes, consigliere per la sicurezza
nazionale, dal momento che il secondo dibattito sarà maggiormente incentrato sui temi della politica estera. E Bob Barnett, un avvocato di Washington che da tempo è uno degli allenatori dei candidati democratici per i dibattiti.
Così Obama ogni giorno fa i compiti, passa in rassegna i dossier e i programmi con i collaboratori e poi si allena, con le due ‘controfigure’, per il prossimo scontro, perché sa bene che deve assolutamente migliorare la sua performance. “Il presidente è il più duro critico di se stesso e sa bene che Mitt Romney ha fatto meglio al primo dibattito – ha detto la portavoce della campagna Jennifer Paski – gli americani si devono aspettare un presidente molto più energico che spiegherà in modo convincente perché lui sia una scelta migliore per il ceto medio”.
Intanto, alla vigilia del secondo faccia a faccia tv ed a tre settimane dal voto, un nuovo sondaggio di Washington Post/Abc vede un testa a testa tra i due candidati presidenziali, con Barack Obama in lieve vantaggio al 49% e gli elettori repubblicani che, dopo la buona performance di Denver, mostrano un maggiore entusiasmo nei confronti di Mitt Romney, ora al 46%. Dati che statisticamente vengono considerati una situazione di parità.
In favore di Obama anche il fatto che nelle ultime settimane continua a migliorare la percezione da parte degli elettori della situazione del paese: ora il 42% ritiene che si vada nella giusta direzione, il 13% in più rispetto ad agosto, anche se ancora una maggioranza, il 56%, rimane pessimista.

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