Formigoni: “Voto in tre mesi” Braccio di ferro con la Lega

MILANO – Al voto entro 45-90 giorni: Roberto Formigoni tira dritto nella sua intenzione di non aspettare aprile per andare alle elezioni in Lombardia. E, in questo suo braccio di ferro con il Carroccio, invita i leghisti a dargli i nomi degli assessori da mettere nella giunta che resterà in carica fino alle elezioni.
– C’è qualcuno che parla di un tempo fra 45-90 giorni. Sto facendo le verifiche delle normative – ha spiegato -, ma io lavorerò perchè il tempo sia il più ravvicinato possibile.
Da fare prima di allora, a suo dire, ci sono due cose: approvare il bilancio e fare la nuova legge elettorale togliendo il listino bloccato. Due punti su cui è d’accordo anche il Carroccio. Poi tutti a casa. A dimostrare che fa sul serio, ieri il presidente ha incontrato il gruppo del Pdl in Regione. E alla fine della riunione (a cui non era presente Nicole Minetti) i consiglieri hanno messo le loro dimissioni nelle mani del capogruppo, nonostante qualcuno abbia espresso perplessità. E visto che anche i consiglieri di centrosinistra sono disponibili a dimettersi, questo significa che il Pirellone può cadere in ogni momento.
– Li aspettiamo domani mattina (questa mattina, ndr) al protocollo – ha commentato il segretario lombardo del Pd Maurizio Martina, poco prima della manifestazione davanti alla Regione per il voto subito -. Così mettiamo fine all’agonia.
Se il braccio di ferro continua, non si è però arrivati allo strappo fra Carroccio e Popolo della Libertà. La posta è d’altronde alta. Andare separati alle elezioni significa aumentare, e di molto, la possibilità di perdere la Regione simbolo per entrambi i partiti. Il coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa, non ha escluso che alle elezioni si possa addirittura arrivare con un candidato unico.
– Ci auguriamo di averlo – ha detto dopo una riunione del Pdl nella sede di viale Monza a cui hanno partecipato fra gli altri Mariastella Gelmini, il coordinatore Mario Mantovani, la vice Viviana Beccalossi oltre a Formigoni. E il segretario lombardo della Lega Matteo Salvini, dopo la riunione politica del suo partito, ha aperto a elezioni prima di aprile.
– Certo meglio un ‘election day’ con le politiche per risparmiare ma noi – ha detto – siamo sempre pronti a votare.
Intanto, per il prossimo fine settimana il Carroccio ha indetto le primarie. Chi andrà ai gazebo della Lega riceverà una scheda dove potrà indicare se preferisca andare ad elezioni in aprile oppure restare con Formigoni fino al 2015 (potrà anche scrivere il nome del suo candidato ideale). Nel frattempo, però, i lumbard potrebbero far parte della squadra che adesso Formigoni deve nominare dopo l’arresto dell’assessore Domenico Zambetti con l’accusa di aver comperato voti dalla ‘ndrangheta e l’azzeramento della giunta.
– Noi non abbiamo mai affermato che usciamo dalla maggioranza – ha spiegato -, quindi vedremo se e con quanti uomini entrare.
Di alleanze per ora non parla, rimandando tutto al 2013. C’è qualcuno nel Pdl che vorrebbe temporeggiare, ma la linea ufficiale – testimoniata insieme da Formigoni e La Russa – è quella del voto prima possibile.
– La valutazione – ha detto il coordinatore – è assolutamente univoca.
E di una sua lista, ipotesi che ha iniziato a circolare negli ultimi giorni, il governatore per ora non parla.
– Non mi sto occupando di questo – ha detto, sottolineando che in campagna elettorale scenderà in campo (non come candidato) per dare ‘’un contributo di idee’’ e per rivendicare i risultati dei suoi 17 anni di governo.
– Non so chi in Italia – ha concluso – possa vantarsi di risultati analoghi.