Ccie, a Perugia la XXI Convention mondiale

PERUGIA – In corso a Perugia la XXI Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, organizzata dalla Camera di Commercio di Perugia, Unioncamere e Assocamerestero. La Convention di quest’anno vede la rete delle CCIE confrontarsi con il sistema della promozione, le istituzioni nazionali e locali e l’imprenditoria locale per definire politiche di supporto alla “domanda di internazionalizzazione” delle imprese che valorizzino il territorio italiano e ne favoriscano lo sviluppo sui mercati esteri. Il 13 e il 14 ottobre nella sede della CCIAA di Perugia si sono svolti i lavori interni. Ieri e oggi 16 ottobre, presso il Centro espositivo Rocca Paolina, workshop settoriali collegati ai principali poli di eccellenza della produzione umbra e gli incontri tra le aziende locali e i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.
E ieri mattina, nella Sala dei Notari del Palzzo dei Priori, si è tenuto il Convegno pubblico “Reti, filiere e qualità dell’internazionalizzazione per i
territori: cultura, turismo, credito e servizi per le PMI” “La vera, grande sfida che ci attende per far sì che l’economia nazionale possa riprendersi, è quella della maggiore competitività del nostro sistema che passa anche per i processi di internazionalizzazione delle imprese e della loro capacità di esportare” ha detto il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, intervenuta questa mattina ai lavori. Per Marini è necessario concentrare ogni sforzo da parte di tutti gli attori, istituzionali ed imprenditoriali, “sulla qualità e l’innovazione” dei prodotti nazionali, perché sugli altri fattori, purtroppo, l’Italia e il suo sistema economico non sono più competitivi. “Sul terreno del costo del lavoro – ha aggiunto la presidente
– in molte aree del mondo non siamo in grado di essere competitivi”, e al tempo stesso “stiamo diventando un’economia high cost dal punto di vista delle materie prime e dell’energia”. Inoltre, “non possiamo più far conto su fattori legati all’oscillazione dei cambi e alle svalutazioni competitive che in passato nei fatti hanno sostenuto un pezzo importante dell’industria e del sistema produttivo nazionale”. Dunque, a giudizio del presidente della Giunta umbra, “è il fattore ‘qualità e innovazione’ il solo che potrà permetterci di vincere la sfida per riportare l’economia italiana a crescere”. A questa sfida non sono estranee le politiche pubbliche che devono, anzi, favorire il più possibile l’evoluzione del nostro sistema produttivo verso elementi e fattori concreti che ne aumentino la sua competitività: “Le politiche pubbliche, soprattutto regionali – ha detto – devono avere l’ambizione di aprire a questa dimensione sistemi, filiere e reti di imprese”. “Le politiche regionali – ha aggiunto Marini – devono quindi saper avere quella capacità di leggere i mutamenti e le strutture produttive territoriali nella loro intima essenza mentre al livello nazionale deve competere la capacità di costruire le infrastrutture di servizio ai processi di internazionalizzazione del sistema Paese nel suo complesso”.
Riferendosi poi al recente dibattito apertosi attorno alle questioni della riforma dell’assetto istituzionale dello Stato, ed in particolar modo del
Titolo V della Costituzione, la presidente ha affermato che “la politica deve evitare l’atteggiamento da ‘pendolo’ che oscilla una volta verso il federalismo spinto, e subito dopo verso forme di neocentralismo. Questo non giova non solo alla democrazia italiana, ma alla stessa economia. Personalmente ritengo che lo Stato debba recuperare alcune funzioni centrali nell’interesse di tutti, che però – ha concluso il presidente Catiuscia Marini – non deve porsi in contrapposizione al sistema istituzionale delle autonomie”.