Monti: “Misure brutali ma evitata la catastrofe”

Pubblicato il 17 ottobre 2012 da redazione

BOLOGNA – Misure brutali, operate con un bisturi non fine, ma necessarie per evitare la catastrofe. Mario Monti rivendica l’indispensabilità della medicina amara somministrata al paese davanti ad una delle categorie che più ha lamentato i contraccolpi di tagli e rigore, ovvero i Comuni italiani.
Davanti ad una platea di sindaci, all’assemblea nazionale dell’Anci, il premier ha ascoltato richieste e critiche, ma ha anche difeso punto per punto le iniziative del suo governo. Ed ha cercato di spiegare pure perchè i segnali della crescita non si sono ancora visti.
– l lavoro del governo – è stato il ragionamento di Monti – si vedranno nel lungo periodo e l’aver evitato la catastrofe è di per sè un intervento necessario alla crescita. Tutto il lavoro mio e del governo – ha detto – va nella direzione di sgomberare dall’Italia, un po’ alla volta, quel materiale che blocca nei fatti l’economia, che sono le rendite di posizione e i privilegi.

Come pure indispensabile alla crescita è, secondo Monti, l’approvazione della legge anticorruzione che il premier si è intestato politicamente:
– Ci ho messo la faccia – ha detto -. La sfida che in questo momento il Paese deve affrontare – ha detto – è quella relativa ad una maggiore autonomia che però deve essere rigorosa. Altrimenti anche una richiesta che viene avanzata ogni giorno dai Comuni italiani e che anche il governo sostanzialmente condivide come l’allentamento del patto di stabilità sarà difficile da realizzare. Il lavoro sui tavoli europei per la modifica del patto di stabilità è quotidiano – ha commentato – tuttavia ci sono dei tempi necessari per la ricostruzione di una fiducia reciproca. Per uno che rappresenta l’Italia a questi tavoli il compito è più difficile che se fosse un finlandese, perchè non abbiamo una tradizione pluridecennale di rigore.
Per riconquistare la fiducia, per convincere ‘’il condominio europeo a lasciar aperte le porte dei singoli appartamenti’’ anche la politica deve però far la propria parte per riconquistare credibilità. Monti non ha rivolto attacchi frontali, ha indicato esempi positivi (come i sindaci impegnati nella ricostruzione post sisma), ma ha anche invitato con decisione la politica italiana ad essere un po’ più severa con se stessa.
– Nella società italiana non ci sono meccanismi di espulsione – ha affermato – diversamente da quanto accade in altri Paesi. Da noi si tende piuttosto a ‘coprirci’, dovremmo invece essere più ponderati ed intransigenti.
Tutti questi ingredienti, secondo il premier, fanno la ricetta per tornare veramente a parlare di crescita ed a far entrare l’Italia in un contesto dove anche i Comuni possano tornare ad avere le risorse che spesso mancano per far funzionare i servizi. Partendo magari proprio dall’Imu, la tassa sugli immobili, sulla cui destinazione i Comuni chiedono una profonda revisione.
– Stiamo studiando un’ipotesi – ha detto – per cercare di ridurre la riserva a favore dello Stato.
Una prospettiva che potrebbe giovare ‘’al fondo sperimentale di riequilibrio che consentirebbe un gettito maggiore ai comuni nei limiti dell’invarianza economica’’.

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