In quest’edizione, vi presentiamo il Comune di Teggiano

Comune di Teggiano
Comune campano, in provincia di Salerno, con più di ottomila duecento abitanti. Sorge nel Vallo di Diano, di fronte al monte Timpa delle Rose e al fiume Tanagro, alle pendici del Serra la Manca. Fa parte del Parco del Cilento e Vallo di Diano.

Storia
I nomi
Teggiano ha assunto attraverso i secoli diverse denominazioni: Tegea quando faceva parte delle 12 città confederate lucane, Tegianum o Dianum in epoca romana, poi Diano, da cui deriva il termine Vallo di Diano.
Lo storico teggianese Luca Mandelli, vissuto nel seicento, attribuisce la fondazione del paese ai Coloni della città greca di Tegea.
Alla fine dell’Ottocento Giacomo Racioppi invece avanzò l’ipotesi che Teggiano fosse stata fondata dalle genti osco-sabelliche scacciate dalle loro terre a seguito dell’espansione della civiltà Etrusca.
Ultima ipotesi in ordine di tempo è quella che Teggiano sia sorta ad opera dei Lucani all’inizio del IV secolo a.C. Più tardi si attesta il nome Tergia o Tergianum. Notevole importanza spettò alla Teggiano del periodo Italico, che ricoprì un ruolo di primissimo piano sia nell’ambito delle dodici città federate Lucane che in occasione delle guerre sociali. Sotto il dominio di Roma poté persino vantare il fatto di aver dato i natali ad uno degli ultimi imperatori dell’impero Romano d’Occidente, Flavio Vibio Severo (305-307 d.C. ). A testimonianza di quei periodi restano gli innumerevoli reperti storici, costituiti in frammenti classici sia di architettura religiosa che di architettura civile, attualmente disseminati un po’ ovunque lungo le vie del centro storico. Probabilmente la città venne distrutta intorno al 410 d.C. da Alarico. Dal V secolo in poi assunse il nome di Dianum, poi Diano, da cui prese il nome l’ononimo Vallo. Il massimo splendore si raggiunse nel periodo in cui la nobilissima famiglia dei Sanseverino la destinò a luogo privilegiato. Nel 1485 tra le mura del suo castello fu tramata la famosa Congiura dei Baroni, ordita da Antonello Sanseverino contro Ferrante 1° d’Aragona, Re di Napoli. Successivamente, nel 1497, Teggiano, rifugio inespugnabile del principe ribelle, fu assediata dall’esercito del Duca delle Calabrie, Federico, divenuto re nel frattempo. La fama di castello imprendibile non fu sfatata nemmeno in quell’occasione: l’assedio durò molto più del previsto senza che l’esercito riuscisse ad ottenere la presa del maniero. Una resa onorevole, quindi, sancita da patti sottoscritti dal Re e dal Principe, diede salva la vita a quest’ultimo e salvaguardò l’integrità della popolazione che, in massa, era accorsa a dar manforte all’amato signore. Dopo il 1552, anno in cui si verificò l’allontanamento definitivo della famiglia dei Sanseverino, Teggiano diventò feudo di altre nobili famiglie del Regno, che seppero governarlo con alterna fortuna.
Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.
Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia è stato capoluogo dell’omonimo mandamento appartenente al Circondario di Sala Consilina.
Musei nel Comune di Teggiano
Museo Diocesano San Pietro
Museo di San Cono
Museo delle Erbe
Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Castelli e Fortificazioni
Castello di Teggiano
Chiese e altri edifici religiosi teggianesi
Chiesa di Sant’Andrea
Cattedrale (XIII secolo)
Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Francesco

Prodotti tipici local
a Teggiano
Vini, insaccati, dolci, olii, prelibatezze di ogni genere.

Come arrivare a Teggiano
In auto
Immettersi sulla Salerno-Reggio Calabira, uscire a Sala Consilina, proseguire per Ss 19.
Distanza da Napoli 155 km. Tempo stimato di percorrenza 1h e 35 min.

 

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