Bersani-Vendola avvisano Renzi: “Occhio ai bancheri”

ROMA – Nichi Vendola se ne tiene ben alla larga, Pier Luigi Bersani ha imparato a maneggiarli con cautela. Entrambi sono partiti all’attacco di Matteo Renzi che ha riunito a Milano esponenti nel mondo finanziario e economico lombardo.
– Non si prendono per buone ricette rimasticate – avverte il segretario Pd che in realtà preferisce tessere la tela diplomatica e il 25 sarà all’Eliseo da Francois Hollande.
La battaglia per le primarie comincia a spostarsi sui programmi o almeno così annuncia Matteo Renzi:
– Dopo il passo indietro di D’Alema, la rottamazione, la fase 1, è finita.
La cena presso la fondazione Metropolis, promossa da Davide Serra del fondo Algebris, serviva prima di tutto a finanziare la campagna di Matteo Renzi. Una campagna che, hanno deciso i garanti delle primarie, non potrà costare più di 200mila euro e le spese dovranno essere tutte on line. Anche se, ironizza uno dei garanti, Francesco Forgione di Sel, ‘’il problema di Renzi è quanto ha speso prima del via ufficiale’’.
Il sindaco ‘rottamatore’ rinvia ai mittenti le accuse di scarsa trasparenza e tace sull’incontro milanese. Sul quale, però, i due rivali nella corsa alla guida di centrosinistra mettono il dito nella piaga, implicitamente accusando il profilo conservatore del sindaco di Firenze.
– Non si è mai visto un innovatore che piace ai poteri forti e riesce a pestare i calli ai banchieri – attacca il leader di Sel.
Insomma, per dirla come Massimo D’Alema, la battaglia è cominciata. Dopo aver attaccato come un ariete, il sindaco di Firenze, e al tempo stesso annunciato che, se vince Bersani, non si ricandiderà, il presidente del Copasir stava alla Camera, circondato da parlamentari entusiasti per la sua perfomance televisiva.
– Finalmente il clima si è un po’ rasserenato – spiegano alcuni supporter di Bersani, spiazzati nei giorni scorsi dallo scontro fratricida tra il segretario e il presidente del Copasir che rischiava di avere esiti imprevedibili sulle primarie. Invece, oltre a D’Alema, che ha promesso di restare al fianco del segretario, anche 22 parlamentari veltroniani, tra i quali Walter Verini, braccio destro di Walter Veltroni, fanno un appello pro-Bersani. Alle primarie, di fatto, i veltroniani andranno in ordine sparso con l’area dei ‘montiani’, come Paolo Gentiloni e Giorgio Tonini, che tifa per Renzi.
“Ha il profilo adeguato per guidare l’impegno del Pd per il governo e il cambiamento dell’Italia’’ scrivono i parlamentari vicini a Veltroni che però ha da tempo detto che resterà neutrale. Dopo essere riuscito, dal suo punto di vista, a ‘’rottamare’’ Veltroni e D’Alema, il sindaco annuncia di voler passare alla fase 2, quella dei contenuti.
– La rottamazione, la fase uno, mi pare di poter dire è finita. Adesso concentriamoci sui programmi – spiega Renzi, dall’assemblea dell’Anci a Bologna. Anche se, solo ieri mattina in un’intervista, aveva spiegato che la battaglia non era finita:
– Non è che mandiamo via D’Alema e ci teniamo Fioroni.
Ma, a quanto sembra, né Fioroni né altri decani come Rosy Bindi sembrano intenzionati a seguire l’esempio di Veltroni e D’Alema.