VOLLEY: trento campione del mondo, è la quarta volta di fila

DOHA. – Per la quarta volta di fila, la Trentino Diatec si aggiudica il Mondiale per Club di volley.
All’Aspire Zone Hall di Doha, il sestetto di Stoytchev ha superato in finale i brasiliani del Sada Cruzeiro per 3-0 con 25-18, 25-15, 29-27. In avvio di gara la Trentino Diatec prova a mettere subito le cose in chiaro: in pochi secondi e’ gia’ 3-0 con due break (e un ace) sul servizio di Juantorena; il Sada Cruzeiro non si lascia intimorire e con Wallace torna subito a stretto contatto (7-6). Un errore di Arjona e un contrattacco del fenomeno italo-cubano producono un nuovo strappo (10-6). Ci pensano poi Djuric e Stokr ad offrire rispettivamente il +5 (14-9) e il +6 (15-9). Dopo essere stati sotto anche 22-15, con Acacio a muro e Wallace in attacco i sudamericani risalgono sino al 22-18.
Stokr ed errore di Mauricio regalano il 25-18 a Trento. Nel secondo set, i gialloblu’ provano a scappare via sul 4-1, trascinati dal braccio pesante di Kaziyski. Il capitano imprime un’altra accelerazione con il servizio (ace che vale l’8-5) quando il Cruzeiro cerca di tornare a galla. La macchina da punti di Stoytchev non interrompe il suo impeto e firma un ulteriore allungo (14-8). C’e’ solo spazio per uno spavento per Juantorena (colpo alla schiena ricadendo oltre i cartelloni pubblicitari per una difesa disperata); il numero 5 e’ costretto a lasciare il campo (dentro Lanza) ma Trento non perde comunque il ritmo (20-12) e anzi con Kaziyski sugli scudi si porta a casa il parziale per 25-15. Nel terzo periodo il Sada entra in campo con un piglio diverso e tiene costantemente il cambiopalla, costringendo la Trentino Diatec a faticare per scrollarsi di dosso gli avversari (5-5, 7-7). Il primo break arriva per mano di Stokr (9-7), ma Wallace gli risponde dopo pochi scambi (12-12); anche nella fase centrali si lotta punto a punto (15-15), il Sada mette la freccia sul 21-22 con Douglas. Sul 24-24, i gialloblu’ annullano quattro palle set e chiudono alla prima occasione con un errore di Filipe (29-27) .

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