Monti: ”Berlusconi ritira la fiducia? Non è minaccia”.

ROMA – Silvio Berlusconi agita il ritiro della fiducia al governo tecnico? Per noi non è “una minaccia”. Da Madrid il premier Mario Monti replica così all’affondo fatto sabato dal Cavaliere in quel di Villa Gernetto, all’indomani dei quattro anni di condanna per la frode fiscale dei diritti tv.
– Minacce di ritiro della fiducia non possono essere fatte perché – dice il premier al termine della conferenza con il premier spagnolo Mariano Rajoy – noi non lo vivremmo come una minaccia in quanto siamo stati richiesti di dare un contributo in un momento difficile del Paese e, anche se non sta a noi dirlo, credo che stiamo avendo buoni risultati.
Ma, sottolinea, se qualcuno volesse ritirare la fiducia…
– Ecco, non entro in valutazioni che competono ad altri. Posso solo dire e credo anche a nome dei miei ministri che non posso chiamare minaccia qualcosa che a noi non toglierebbe niente, se non un’attività di governo, che non e’ stata da noi ricercata.
Intanto il Pdl si divide sulle parole di Berlusconi.
– Berlusconi in 24 ore è passato dagli elogi, agli attacchi, alle minacce. Ma la politica non ha bisogno di ricatti – dice A Pier Ferdinando Casini. Se Berlusconi andrà dritto per questa strada si troverà solo. C’è una grande parte di moderati, anche nel Pdl, che non è disposta a mettere a rischio la tenuta del Paese – ha aggiunto il leader dell’Udc -. Berlusconi ha devastato, in questi anni, l’unità dei moderati per cui ieri ha dimostrato che su quella base si può creare un partito populista di destra che non ha nulla a che fare con il Partito popolare europeo né con i moderati.
Per l’esponente del Pdl Franco Frattini “sfiduciare Monti non è il bene dell’Italia” e Berlusconi lo sa. Una decisione di questo genere, dice a ‘Il Mattino’, porterebbe “a effetti devastanti”. Sempre dal Pdl anche il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto dice no a una crisi di governo che porterebbe a “una esplosione dello spread” e insiste sulla prospettiva di “unire i moderati” fondamentale, dice, “per evitare che il potere sia conquistato dalla sinistra di Bersani e Vendola”. Per Margherita Boniver, deputato del Pdl e Presidente del Comitato Schengen, “urge un’inversione di rotta di stampo neokeynesiana. Il sostegno al Governo tecnico è stato ed è una scelta consapevole, ma il programma dei moderati deve perseguire l’interesse nazionale”.
Il deputato del Pdl Mario Landolfi si rivolge ad Alfano chiedendo di fare chiarezza sul sostegno a Monti.
– E’ vero che il Pdl è tuttora un partito a trazione carismatica – dice Landolfi -, ma nulla vieta al segretario Alfano (direi anzi che la situazione addirittura glielo imponga) di convocare immediatamente la Direzione Nazionale con un solo punto all’ordine del giorno: continuare o no a sostenere Monti da qui alla fine della legislatura’.
Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno il Pdl dovrebbe continuare a garantire i voti a Monti e “lavorare fin da oggi per costruire un grande schieramento di moderati e di centrodestra che uniti lancino un programma di governo che dia un futuro all’Italia”.
Roberto Formigoni dice che il “Pdl deve continuare ad appoggiare” il governo Monti.
– L’esecutivo ha fatto degli errori, ma è nato con il nostro contributo e non dobbiamo perdere la credibilità che ci siamo guadagnati con questo gesto di responsabilità. Per questo sono convinto che l’ufficio di presidenza dirà di no alla caduta di Monti.
La prosecuzione della legislatura, dice l’ex ministro e parlamentare del Pdl, Gianfranco Rotondi “è un danno al Paese che merita di uscire dal tunnel con una scelta serena e limpidamente politica”.
– Non ho paura di un governo Bersani – continua -, ho paura di sei mesi col rombo delle procure impegnate a demolire la politica per completare il golpe in atto da un anno’.
Mentre il senatore Pdl Sandro Bondi invita a dare vita “a una forte iniziativa politica a sostegno di Berlusconi” e il senatore del Pdl Raffaele Lauro avverte che “lasciare solo Berlusconi in questo momento difficile equivale per tutta la dirigenza Pdl a un regicidio” .
– Sbaglia chi pensa che quello di ieri sia stato solo uno sfogo – dice il deputato Pdl Manuela Repetti, aggiungendo che “Berlusconi è resta una grande risorsa, senza la quale il nostro partito rischia di dissolversi”.