Grillo candida Di Pietro al Colle. Tsunami ‘report’ nell’Idv

Pubblicato il 01 novembre 2012 da redazione

ROMA  – La trasmissione ‘Report’ provoca nell’Idv lo stesso effetto di uno tsunami. Da domenica scorsa, infatti, da quando gli inviati di Milena Gabanelli hanno fatto i conti in tasca al leader Antonio Di Pietro, nulla è più come prima. Dopo un Ufficio di presidenza durato 48 ore, nel quale si fa autocritica e ci si prepara a una fase congressuale, ieri, sono arrivate le ‘onde anomale’.

La prima, in ordine di tempo, è l’intervista di Di Pietro a ‘Il Fatto’ in cui il leader dell’Idv dá per morto il partito e paventa il rischio di restare fuori del Parlamento alle prossime elezioni. E la seconda è quella che provoca Grillo lanciando dal suo ‘blog’ l’dea di Di Pietro al Quirinale.

”E’ un uomo onesto”, scrive il leader del M5S, ”con la schiena dritta”, che in questi ultimi anni ”è stato l’unico in Parlamento a opporsi al berlusconismo” e pertanto è ‘l’uomo giusto’ per diventare presidente della Repubblica.

Sul web si scatena la bagarre e dipietristi e grillini se le ‘suonano di santa ragione’. Ma soprattutto si scavano ‘solchi’ nell’Idv. Il primo a risentirsi è il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, da sempre il più critico con il lato ‘movimentista’ di Di Pietro. Lui fa ‘due più due’ tra l’intervista del leader e la dichiarazione di Grillo e definisce una ”presa in giro” la riunione fiume dell’ufficio di presidenza. Di Pietro, infatti, afferma Donadi, ”con gesto assai poco nobile si era già cucito una tela per conto proprio”.

– Se la sua idea – aggiunge – è quella di uccidere l’Idv per andare con Grillo, bene, faccio i miei auguri a tutte e due ma è chiaro che la storia del ‘partito di Antonio Di Pietro’ finisce qui. Basta con i partiti dalle figure carismatiche – prosegue -, si ricominci con persone magari non conosciute, ma che abbiano voglia di fare una vera politica per salvare il paese.

– E’ ora di cambiare leader – gli fa eco Pancho Pardi -. E basta anche con i parenti in politica

Il senatore assicura di essere sempre stato contrario anche all’ingresso del figlio e della moglie di Di Pietro. E di ”averglielo sempre detto a Tonino”. Non ha dubbi anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

– L’Idv ormai è morto – commenta a fine giornata. Molti altri parlamentari tra cui Borghesi e Zazzera si stringono, invece, intorno al leader. Ma è Grillo quello che gli lancia un’ancora, un ‘assist’, sebbene molti vi leggano una sorta di ”omicidio politico”.

“Ha allevato, forse consapevolmente, piranha e squali che pensava di tenere a bada e che ora mostrano le loro fauci – scrive Grillo nel blog – però in questi lunghi anni di inciucio tra il Pdl e il Pdmenoelle, senza di lui, in Parlamento si sarebbe spenta anche l’unica flebile luce rimasta accesa. Avrà anche un caratteraccio – insiste – ma ha la schiena dritta e dobbiamo dirgli ancora grazie per aver raccolto le firme per il referendum”.

Il combinato disposto delle due ‘onde anomale’ porta alcuni dell’Idv a pensare che l’ex ministro abbia in serbo, come mossa ‘segreta’, quella sciogliere il partito: cosa che porterebbe una parte dei componenti a confluire nel Pd e un’altra a ‘sciogliersi’ tra i grillini. Da tempo, infatti, si sospetta che ci sia un corteggiamento ‘esterno’ dei principali protagonisti della forza dipietrista. Al quale sinora però si era fatto fronte. In realta’ ad ammettere che ci sarebbero state difficoltà in vista delle prossime elezioni è lo stesso Di Pietro.

– Mediaticamente siamo morti – ammette a ”Il Fatto’ -. E veniamo esclusi perchè rompiamo le scatole al governo Monti e critichiamo Napolitano per il confitto di attribuzione. Risultato: l’Idv si trova con porte sbarrate a sinistra e porte sbarrate ovunque. Ormai siamo isolati –  sbotta -, e se andasse male faremo opposizione fuori dal Palazzo. Tiferemo Beppe Grillo’.

Lo stesso che oggi accorre in suo soccorso.

 

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