Primarie, Sondaggio Pd: Bersani sale al 45%, Renzi al 31

ROMA – Pier Luigi Bersani si avvicina al traguardo della vittoria al primo turno. Almeno secondo l’ultimo sondaggio riservato che circola al quartier generale del segretario del Pd. Secondo la rilevazione, infatti, Bersani sarebbe al 45 per cento seguito da Matteo Renzi al 31 per cento. Terzo il leader di Sel, Nichi Vendola, con l’11 per cento.
– Ho visto un sondaggio che ne parla, ma è quello a cui credo meno – commenta il segretario del Partito Democratico, a Piacenza, la sua città, per inaugurare un nuovo ufficio elettorale nel pieno centro città per le primarie. Inaugurazione a cui ha voluto partecipare lo stesso segretario nazionale che pochi giorni fa aveva scelto Bettola, suo paese natale, per aprire ufficilamente la campagna elettorale per le elezioni del 25 novembre.
Il nuovo punto elettorale di Bersani, a Piacenza, si trova a pochi passi proprio da quello dello sfidante sindaco di Firenze, che sarà invece inaugurato sabato prossimo.
– Vedo troppa confusione. Temo che tocchi a noi organizzare un’isola di governabilita’ in un mare di rancore, disagio e insofferenza, come ci capita adesso in Sicilia – ha affermato lo il segretario a margine dell’inaugurazione commentando la situazione in cui si trova oggi il Paese.
Le parole di bersani sono stae precedute dall’intervento del sindaco Paolo Dosi che si è schierato apertamente con Bersani:
– Ha dimostrato solidità e serietà prima nell’opposizione al governo Berlusconi e ora nel sostegno, difficile, al governo attuale, anche assumendosi la responsabilità di scelte impopolari – ha detto il primo cittadino -. E’ lui che deve guidare il partito e l’Italia, visto che le primarie sono sì importanti ma io credo che le ‘secondarie’ lo siano decisamente di più.
Nel frattempo Renzi, nel libro di Bruno Vespa (‘’Il palazzo e la piazza. Crisi, consenso e protesta da Mussolini a Beppe Grillo’’) racconta la forma di comunicazione che usa con Bersani, aggiungendo che i due non si parlano da quando sono in corsa per le primarie del Pd.
– Ci scambiamo soltanto sms semplici e secchi, roba da 60 caratteri. Lui si firma Bers e io mi firmo Renzi.
Bersani, invece, commenta le anticipazioni del nuovo libro di Vespa – secondo cui Berlusconi assicura che il PdL non farà campagna elettorale contro il governo Monti – affermando che il Cavaliere “mi pare che già abbia cominciato in un altro modo”.
– Non so se Vespa è aggiornato, non so chi ha parlato prima e chi ha parlato dopo – prosegue Bersani – Ci si sveglia al mattino e poi si vede cosa succede di là. Mi pare che la destra sia nel marasma. E ciò non lo saluto come una cosa buona per il Paese. Sono preoccupato per il Paese.