Obama in testa nei sondaggi

WASHINGTON – Barack Obama allunga sul fronte del numero dei grandi elettori, quello che conta per la vittoria finale. In base alla media di tutti i sondaggi elaborata dal sito specializzato RealClearPolitics.com (RCP), il presidente americano a ventiquattrore dal voto ne avrebbe in tasca 303, 68 in più del candidato repubblicano Mitt Romney.
“Queste elezioni non sono solo una scelta di politiche diverse,ma una scelta di fiducia”: ha detto il presidente nordamericano, invitando gli elettori a seguire la strada sicura percorsa negli ultimi quattro anni. “Le idee del governatore Romney le abbiamo provate, e non hanno funzionato”, ha aggiunto.
“Io lotto per la libertà degli Americani”: ha spiegato Obama dicendo come la sua priorità è quella di tirar fuori il Paese dalla crisi. “Gli americani non dovrebbero combattere per avere un posto di lavoro”, ha detto, sostenendo come” a volte è necessario lottare per i principi”.
A 24 ore dall’attesissimo election day, Barack Obama può contare su un contenuto, ma significativo, vantaggio nei più importanti stati chiave. Secondo il sondaggio finale dell’istituto Ppp infatti il presidente è al 52% contro il 47% di Mitt Romney in Ohio, da tutti considerato lo stato che deciderà il prossimo inquilino della Casa Bianca. Obama, sempre secondo lo stesso rilevamento, è in vantaggio anche in Virginia, conquistata quattro anni fa con la prima vittoria nello stato del sud di un candidato democratico dagli anni sessanta.
Contrariamente da quanto indicato da altri sondaggi, che nei giorni scorsi davano Romney in lieve vantaggio in Virginia, ora Obama avrebbe nello stato il 51% contro il 47% dello sfidante. Anche un ultimo sondaggio a livello nazionale appare favorevole al presidente in carica: il rilevamento pubblicato dal Pew Research Center, relativo agli orientamenti di voto nell’ultimo weekend pre elettorale, dà infatti Obama al 48% con Romney al 45%.
Insomma, come si è lasciato sfuggire in Ohio il candidato repubblicano, “Obama può vincere”.
Entrambi i candidati si giocano il tutto per tutto nelle prossime ore. Al termine di una maratona elettorale di 17 mesi, e quasi tre miliardi di dollari bruciati, hanno toccato ieri ben otto stati, quelli dove fino all’ultimo si combattono le battaglie decisive. Il presidente Obama e il suo vice Joe Biden da una parte, Mitt Romney e Paul Ryan dall’altra, hanno partecipato in tutto a 14 manifestazioni elettorali.

Caos in Florida
Il voto anticipato si è trasformato in un incubo per gli abitanti della Florida, alcuni costretti fino a sei-nove ore di fila per poter scegliere il presidente degli Stati Uniti. Lunghe attese che hanno spinto il partito Democratico a presentare – riporta il New York Times – una mozione a livello federale per costringere le autorità statali a estendere l’orario delle votazioni in Florida per il voto anticipato. “Andiamo incontro a un voto problematico simile a quello del 2000” affermano alcuni osservatori, in riferimento allo scontro elettorale fra George W. Bush e Al Gore, quando fu necessario riconteggiare i voti della Florida per assegnare i grandi elettori in palio. “Vogliamo votare” hanno gridato di fronte ad alcuni seggi molti cittadini in attesa.

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