P.A, oltre 4.500 impiegati di troppo Sindacati: “Numeri incomprensibili”

ROMA – Per i sindacati sono “incomprensibili” i numeri sugli esuberi della Pubblica Amministrazione forniti da Filippo Patroni Griffi. Il ministro ha annunciato oltre 4.500 eccedenze tra gli impiegati statali e le sigle sindacali, preoccupate, hanno chiesto subito l’apertura di un “tavolo complessivo”.
Per il segretario confederale della Cgil, Nicola Nicolosi “l’azione prodotta dal governo è di budget dell’isteria. La P. A. va considerata un investimento e non funziona quest’ansia che si è prodotta in giro per il paese”. Ecco perché “abbiamo chiesto – ha detto Nicolosi – un tavolo più complessivo”. Inoltre agli esuberi vanno aggiunti i “200mila contratti a termine che scadono a fine anno”, ha spiegato il sindacalista della Cgil. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta, che ha sottolineato: “Abbiamo chiesto al ministro di riconvocarci il prima possibile perché il tempo passa e qui è in gioco il destino delle persone e della stessa P.A.”.
Per il segretario generale della Uil-Rua, Alberto Civita, i dati forniti dal ministro sono “incomprensibili”.
– Siamo a novembre – ha detto – e non abbiamo ancora chiaro il problema delle eccedenze e degli esuberi nella P.A. Inoltre”sul fronte dei precari la vicenda è davvero drammatica. Per fare un esempio – ha concluso – rischiamo di non avere più le rilevazioni dei dati sismologici perché sono gestiti da 230 precari dell’istituto di geofisica e vulcanologia che sono tutti in scadenza.
Sono oltre 4.500 gli statali in esubero. I numeri, riguardano, al momento, 50 amministrazioni centrali della Pubblica amministrazione ma sono destinati a salire perché dal calcolo mancano all’appello importanti comparti: i ministeri di Giustizia, Esteri, Interno, l’Inps gli enti parco, le Forze armate, gli enti locali e la scuola. Il tanto atteso numero degli esuberi della Pubblica amministrazione è stato diffuso dal ministero via twitter mentre era in corso l’incontro tra il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. In particolare, dalle tabelle fornite dal ministero ai sindacati, si evince che sono 4.028 su 94.249 statali gli esuberi tra il personale non dirigenziale (3.236 nei ministeri, 126 negli enti pubblici di ricerca e 666 negli enti pubblici non economici) mentre ammontano a 487 le eccedenze dei dirigenti (48 sono i dirigenti in esubero di prima fascia, 439 quelli di seconda). I risparmi attesi da questa prima operazione di riorganizzazione della P.A. sono pari a 392 milioni: 342 milioni per il personale non dirigenziale e in 50 milioni circa per quello dirigenziale.
– Abbiamo evitato – ha detto Patroni Griffi – e, comunque, molto contenuto l’impatto traumatico sul personale. Il nostro obiettivo – ha sottolineato il ministro – non è rincorrere coloro che si auguravano licenziamenti di massa nel pubblico impiego e allo stesso tempo non abbiamo inseguito coloro che non avrebbero voluto far nulla. Evidentemente c’è scarsità di risorse, bisogna ridimensionare tante cose e anche l’apparato pubblico.