Si allarga lo scandalo sull’ex capo della Cia

WASHINGTON – Mentre si allarga l’indagine sul caso Petraeus, persone vicine al generale John Allen mantengono la sua versione secondo cui non esisteva alcuna relazione con Jill Kelley, la donna di Tampa che con le sue rivelazioni all’Fbi ha fatto scattare le indagini sulla liaison tra l’ex capo della Cia, ormai dimissionario, e la biografa Paula Broadwell.
Al setaccio degli investigatori del Dipartimento della Difesa circa 200 email, su un totale di circa 30 mila pagine, tra il generale Allen e quella che è già stata ribattezzata la Mata Hari di origini libanesi.
Come riferisce Foreign Policy, proprio la mole del carteggio potrebbe indurre a pensare che tra i due vi sia stato qualcosa di piu’ di una semplice amicizia, sebbene lo stesso Allen ha ribadito che da parte sua non c’e’ stata alcuna condotta scorretta. Poiche’ a questo punto della vicenda non avrebbe piu’ molto senso tentare di nascondere la verità, la difesa del comandante delle forze Isaf in Afghanistan appare convincente agli occhi di alcuni alti funzionari e ufficiali del Pentagono, convinti che dall’inchiesta non uscira’ fuori nulla di sconvolgente.
Secondo FP e’ possibile che Allen, originario di Warrenton in Virginia, con una reputazione da gentiluomo del sud, abbia usato parole come “sweetheart”, “dolcezza”, rivolgendosi alla Kelley, come le voci che circolano in queste ore a Washington sembrano suggerire. Nulla di scabroso, quindi. Eppure, altri media, tra cui la stessa Fox News, sostengono che la corrispondenza tra il generale e la Kelley sia stata assai più piccante.
Per il momento, il segretario alla Difesa Leon Panetta ha detto chiaramente che “nessuno dovrebbe saltare alle conclusioni” riguardo alla condotta di Allen che, ha aggiunto, “continua ad avere la mia fiducia”.

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