Follia israeliana, ucciso il capo di Hamas

Pubblicato il 14 novembre 2012 da redazione

GAZA – Ahmed al-Jabari, capo della Brigata al-Qassam, l’ala militare di Hamas, è rimasto ucciso in un raid aereo di Israele su Gaza. Il bilancio totale è di 6 morti e 20 feriti.
Il portavoce dell’esercito israeliano Yoav Mordechai, ha affermato che il raid segna l’inizio dell’operazione “pilastro di difesa” contro Hamas e la Jihad islamica a Gaza. “Il primo obiettivo di questa operazione e’ di riportare la calma nel sud d’Israele e il secondo e’ colpire le organizzazioni terroristiche”, ha detto Mordechai, citato dai media israeliani.
“Lo stato d’Israele ha lanciato un’operazione contro obiettivi terroristici nella Striscia di Gaza, con l’obiettivo di difendere le vite dei residenti del sud d’Israele”, ha detto il portavoce. “L’obiettivo di questa operazione e’ di danneggiare gravemente il comando e la catena di controllo della leadership di Hamas e della sua infrastruttura terroristica”, si legge in un comunicato dell’esercito. Il comando del Fronte interno ha ordinato ai cittadini del sud d’Israele di rimanere vicini ai rifugi e seguire le istruzioni delle autorita’, in previsione di una risposta di Hamas. L’esercito israeliano inoltre ha deciso di inviare alcune unita’ verso sud in vista di una possibile offensiva di terra a Gaza.
Non si è fatta attendere la replica del movimento islamico palestinese dopo il raid israeliano. “E’ stato un crimine atroce e avra’ ripercussioni” ha detto Taher Anunu, portavoce del governo di Hamas. “Il governo palestinese chiedera’ un processo per i responsabili dell’omicidio e dell’attacco ad aree civili – ha detto Anunu alla Bbc – ma le fazioni palestinesi hanno il diritto di rispondere nel modo che ritengono piu’ giusto”. Dello stesso tenore il commento del portavoce ufficiale del movimento islamico Hamas, Salah al-Bardawil. “Hamas e il suo braccio militare risponderanno all’attacco israeliano infliggendo lo stesso dolore provocato dall’assassinio di un leader di grande calibro come al-Jabari”, ha detto in una dichiarazione apparsa sul sito di Hamas.
A suo giudizio, l’uccisione del capo del braccio armato del movimento palestinese “e’ una decisione politica sionista tesa a evidenziare la capacita’ di deterrenza nel momento e nel luogo desiderato” e questo dimostra che lo stato ebraico “intende proseguire la sua politica di aggressione, incurante della comunita’ internazionale e delle sue decisioni” sul conflitto israelo-palestinese.
Duro anche il commento della Jihad Islamica: “Israele – si legge in comunicato – ha aperto le porte dell’inferno”. Intanto, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio della Lega Araba a livello di delegati permanenti, per discutere della “grave escalation israeliana e dell’aggressione brutale contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza”. Una durissima condanna arriva anche dall’Egitto che chiede la “fine immediata” dei raid israeliani sulla Striscia di Gaza. La richiesta arriva dal ministro Kamel Amr, che chiede anche di evitare ogni azione che possa produrre “un’escalation che avrebbe un impatto negativo sulla pace e sulla sicurezza” dell’intera regione.
Condanna espressa anche dal partito del presidente egiziano Mohamed Mursi, Giustizia e Liberta’, braccio politico dei Fratelli Musulmani. Per il partito si tratta di “un crimine che esige una rapida azione araba, che ponga fine al massacro della popolazione palestinese sotto assedio a Gaza”.
In un comunicato pubblicato sul suo sito, Giustizia e Liberta’ afferma che la scelta “di uccidere i capi della resistenza palestinese conferma la politica israeliana che vuole portare instabilita’ nella regione”.

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