Lombardia: polemica sul voto, centrodestra sempre più diviso

MILANO – Quale sarà la loro composizione definitiva al momento di presentare le candidature per il voto in Lombardia, gli schieramenti ancora non l’hanno chiarito, e sono per questo al lavoro: il centrodestra per trovare la strada di una nuova alleanza, il centrosinistra per dettare le regole nuove per le primarie. A complicare i ragionamenti, ieri, ci si è messa anche la polemica sulla data scelta dal governo per le elezioni anticipate. Chiamare i cittadini alle urne il 10 e 11 febbraio soltanto per le regionali non piace a Pdl e Lega, che si richiamano a ragioni di ‘’risparmio di almeno 100 milioni di euro’’; il Pd invece è d’accordo e fa appello alla necessità di non lasciare la Regione ‘’per 6 mesi senza una guida’’.
Quale che si riveli la lettura corretta, è chiaro che il voto all’inizio del mese di febbraio – con o senza election day – impone ai partiti e ai candidati che vogliono andare oltre i partiti (praticamente tutti) di stabilire in modo più rapido i definitivi contenitori di forze politiche e liste civiche che si sfideranno alle elezioni regionali in Lombardia. I partiti del centrodestra sono alle prese con la doppia candidatura di Roberto Maroni e di Gabriele Albertini, l’uomo che Roberto Formigoni (ieri silente nella contesa) vorrebbe vedere al suo posto.
Il leader della Lega non ha intenzione di ritirare la sua candidatura a governatore della Lombardia, pur essendo disponibile a eventuali primarie di coalizione e avendo raccolto anche il sostegno del presidente Pdl della Provincia di Milano, Guido Podestà. A sentire Albertini, che non ha ancora ricevuto alcun appoggio ufficiale dal Pdl, questa determinazione non sconvolgerebbe i piani.
– I sondaggi dicono che con la mia candidatura si può vincere anche senza la Lega – ha detto l’ex sindaco di Milano. Per il quale, invece, il leghista Matteo Salvini, che ieri ha incontrato il gruppo consiliare per parlare di programma elettorale, ha pronosticato ‘’un 5%’’ se si presenterà alle elezioni sfidando anche Maroni che a suo dire ‘’è la vera alternativa, mentre il resto è contorno’’.
Se ognuno, nel centrodestra, va per la sua strada, nel campo avversario i sostenitori di Umberto Ambrosoli sono impegnati a dare una cornice di regole condivise a uno schieramento che, dopo notevoli incertezze, deve dare una voce alla propria base, in attesa di capire se gli altri candidati (come il Pd Fabio Pizzul) confermeranno tutti la propria candidatura. Ambrosoli si dice pronto alla sfida e ha spiegato di vedere ‘’i presupposti per generare quella ampia mobilitazione, rivolta a tutti i cittadini, anche ai demotivati e agli sfiduciati, per dimenticare gli insuccessi del passato e per prepararci a governare responsabilmente la Lombardia’’. Ma per fare questo, ha aggiunto, è anche necessario ‘’accompagnare i partiti in un processo di cambiamento delle loro funzioni al servizio della collettivita’’’. Un quadro più chiaro potrebbe esserci entro la fine della settimana.