Eurozona in recessione ma l’Italia rallenta la caduta

ROMA  – E’ recessione nell’Eurozona: il prodotto interno lordo nel terzo trimestre è stato negativo, con un calo dello 0,1%, dopo il -0,2% del secondo e la crescita zero del primo. In questo contesto l’Italia registra il quinto trimestre consecutivo in ‘rosso’ ma nel periodo luglio-settembre sembra rallentare la caduta.
Il -0,2% congiunturale (ovvero rispetto al trimestre precedente) per l’Italia è infatti comunque migliore del -0,7% del secondo trimestre e del -0,8% del primo. E’ l’industria in Italia a registrare un leggero miglioramento – fa sapere l’Istat – e a contenere dunque la caduta del Pil.
Parlando della situazione del Paese, con riferimento agli sforzi fatti, il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, da Londra sottolinea:
– Non possiamo spettarci un impatto immediato ma la medicina sta funzionando.
Intanto la Banca Centrale Europea avverte: la crescita nel 2013 resterà debole nell’Eurozona, nonostante sia sostenuta dalle misure della Bce e malgrado il miglioramento del clima di fiducia sui mercati. Le stime di crescita nell’Eurozona per il 2012, 2013 e 2014 vengono infatti riviste in peggio dagli economisti delle istituzioni private. Lo rileva ancora la Bce, presentando i risultati della ‘Survey of Professional Forecasters’. Il Pil 2012 è stimato a -0,5% (da -0,3%), nel 2013 a +0,3% (da +0,6%), nel 2014 a +1,3% (da +1,4%).
In Europa – riferisce Eurostat – nel terzo trimestre del 2012 la Germania frena più delle attese, con una crescita del Pil, sul trimestre precedente, dello 0,2%, come la Francia. La Spagna segna invece un risultato negativo, con -0,3% rispetto al trimestre precedente. Il Pil dell’Ue nel suo complesso ha registrato una lieve crescita, segnando nel terzo trimestre +0,1% dopo il -0,2% del secondo e la crescita zero del primo. Rispetto allo stesso trimestre di un anno fa, il Pil è diminuito dello 0,6% nell’Eurozona e dello 0,4% nell’Ue-27.
Il Portogallo si conferma in recessione con -0,8%, così come Cipro (-0,5%). Crescita zero per Belgio, e in negativo anche per l’Austria (-0,1%). La crisi colpisce ora anche l’Olanda, dove il Pil è calato dallo 0,1% del secondo trimestre al -1,1% del terzo. La Finlandia invece si rialza, passando rispettivamente dal -1,1% allo 0,3%.
Se per Eurolandia la recessione arriva adesso, l’Italia è ormai al quinto trimestre consecutivo con il segno ‘meno’. Ma con un miglioramento, sotto il profilo congiunturale, rispetto ai precedenti trimestri del 2012. Su base tendenziale invece il prodotto interno lordo diminuisce del 2,4% (come nel periodo aprile-giugno) e la variazione acquisita per il 2012 è -2%. Le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, parlando di ‘’dati allarmanti’’ e chiedono al governo provvedimenti di sostegno ai consumi, a partire dalla detassazione delle tredicesime. Pessimista è anche la Confcommercio:
‘’Le prime stime sull’andamento del Pil nel terzo trimestre, pur evidenziando una dinamica economica meno negativa rispetto a quanto registrato nei primi sei mesi, non possono essere lette come segnale di inizio di uscita dalla recessione per il nostro Paese. I primi dati relativi a settembre indicano un deterioramento in termini di consumi, produzione ed occupazione rispetto a quanto registrato nei mesi di luglio ed agosto. Date queste dinamiche è presumibile che anche il quarto trimestre registri una contrazione dell’attività economica’’.

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