Usa, in fiamme piattaforma petrolifera: 2 morti

HOUSTON – Le fiamme divampate su una piattaforma petrolifera a 40 chilometri a largo della Louisiana nel Golfo del Messico hanno causato almeno 2 morti, 2 dispersi e 4 feriti in modo grave. Lo ha dichiarato la Guardia Costiera ripresa dalla rete locale KHOU-TV di Houston. L’impianto, che appartiene alla texana ‘Black Elk Energy’ si trova in acque La compagnia afferma che non si è registrata alcuna perdita di petrolio.
Al momento dell’incidente, almeno ventisei-ventotto persone erano sulla piattaforma, che non sembrerebbe rappresentare (in questi casi il condizionale è d’obbligo, visti i precedenti) una minaccia ambientale perché non stava estraendo petrolio, secondo quanto riferito da due funzionari della Guardia costiera.
Il nuovo incidente avviene all’indomani della transazione con cui Bp ha accettato di pagare 4,5 miliardi di dollari come risarcimento per il più grande disastro ambientale della storia Usa, l’esplosione il 20 aprile 2011 della Deepwater Horizon, che uccise sul colpo 11 operai e provocò la fuoriuscita di milioni di barili di greggio.
Il nuovo disatro nel Golfo del Messico sembra non dare tregua a questa costa americana che ha visto nel 2010 il blocco delle attività per 87 giorni e solo adesso aveva cominciato a riprendersi. L’esplosione della Black Elk Oil però rilancia il tema fondamentale della sicurezza che spesso viene trascurata per aumentare i livelli di estrazione e quindi di profitto delle piattaforme. Secondo gli esperti però la perdita di petrolio che sta uscendo dalla piattaforma d’altura, risulta molto inferiore a quello della BP.

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