Sequestro contabile del Cav, spunta l’ipotesi del riscatto

MILANO – Ipotesi riscatto al vaglio degli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta sul sequestro lampo del contabile di Silvio Berlusconi, Giuseppe Spinelli, e di sua moglie, a scopo di estorsione nei confronti dell’ex premier. La Squadra Mobile di Milano, in collaborazione con la Dia, ha eseguito sei arresti e una serie di perquisizioni in diverse città d’Italia. I sei fermati sono Francesco Leone, un pregiudicato pugliese di 51 anni, specializzato in questo genere di reati; Pierluigi Tranquilli, 34 anni, residente a Roma, pregiudicato, e Alessio Maier, 46 anni, residente a Varese, anch’egli con precedenti. Oltre a loro, ritenuti gli organizzatori e gli ideatori, ci sono 3 albanesi pregiudicati di 33, 28 e 39 anni. Il capo della banda, appassionato del Milan, è stato tradito anche per via di un paio di scarpette rosse con le stringhe nere. Per le indagini è stata determinante, comunque, anche una sua traccia biologica lasciata in casa del ragioniere.
Sono previsti mercoledì prossimo gli interrogatori di garanzia dei sei arrestati. Gli interrogatori davanti al gip si svolgeranno in carcere.
La vicenda ha contorni ancora poco chiari. Sembra che il ‘contabile’ di Berlusconi sia stato tenuto in ostaggio la notte tra il 15 e il 16 ottobre affinché chiedesse all’ex premier di versare 35 milioni in cambio di documenti a lui favorevoli del Lodo Mondadori. Gli inquirenti, che comunque non hanno trovato traccia dei documenti, tra i quali anche una presunta registrazione di un colloquio tra Gianfranco Fini e i giudici del ‘Lodo’, non escludono che possa essere stato pagato un riscatto.
In una telefonata tra due indagati, infatti, si fa riferimento a 8 milioni di euro che i due, intercettati, pianificano di poter portare in Svizzera dopo averli prelevati dalle cassette di sicurezza. Da quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare, i sequestratori erano pronti a ritirare ieri il denaro, ma l’entrata in scena degli agenti della Questura di Milano, coordinati dalla Dda, ha mandato a monte il piano.
Dal canto suo Spinelli ha riferito ai Pm che, mentre era minacciato dai suoi sequestratori, “dissi a Berlusconi che il filmato con Fini e i magistrati era autentico e che queste persone erano disposte a cederlo in cambio di una grossa somma di denaro”. Facendo riferimento a una “grossa somma di denaro”, il pm “ipotizza che possa trattarsi di una parte del riscatto che potrebbe essere stato pagato in un momento successivo al rilascio degli ostaggi ma non monitorato”. Il gip, tuttavia, invita alla cautela: “una ricostruzione possibile, come è anche possibile che il denaro sia riconducibile ad altri affari illeciti di Francesco Leone, che non è nuovo alla commissione di reati come quello per cui si procede”.
Nel suo racconto agli investigatori Spinelli avrebbe parlato di un foglio di carta ingiallito, in cui ci sarebbe stato scritto Lodo Mondadori, De Benedetti e i nominativi di alcuni magistrati. Il capo della banda avrebbe poi mostrato una chiavetta Usb e un Dvd, ma il ragioniere non sa riferire cosa contenessero. Supporti cartacei e informatici di cui, al momento, non si ha traccia.
Il cassiere del Cavaliere ha detto inoltre:
– Dissi a Berlusconi che i 35 milioni richiesti erano il 6% di 560 milioni di euro (i 560 milioni sono la somma che la corte d’appello di Milano ha fissato come risarcimento da Berlusconi a De Benedetti nella causa sul lodo Mondadori, ndr).
Spinelli ha poi spiegato di essere stato in grado di contattare l’ex premier solo la mattina seguente, e infatti, verso le 9 del 16 ottobre, il ragioniere ha parlato al telefono con il Cavaliere.
– Dall’insistenza e dall’agitazione di Spinelli, sequestrato con la moglie da oramai 11 ore, Berlusconi ha certamente intuito la situazione in cui il ragioniere si trovava – ha chiarito il dirigente della squadra mobile di Milano, Alessandro Giuliano, sottolineando che, sempre secondo quanto riferito dalle vittime, i rapitori sarebbero andati via “dopo aver preso atto che l’offerta dei documenti insieme con la richiesta di denaro erano giunte a destinazione”.
Nei giorni seguenti al sequestro, i rapitori avrebbero telefonato a casa Spinelli in più occasioni, e il 17 sarebbero riusciti a parlare con il ragioniere che era rientrato nella sua abitazione (non è chiaro se solo temporaneamente).
Per il presidente onorario di Cir, Carlo De Benedetti, la vicenda del rapimento “si tratta con ogni evidenza di criminalità, che è materia di cui si deve occupare la giustizia e mi pare che gli inquirenti lo stanno facendo”.
– Ritengo assolutamente ridicola l’ipotesi dell’esistenza di carte che possano ribaltare la sentenza del Lodo Mondadori – ha detto Carlo De Benedetti, presidente onorario di Cir -. Si tratta con ogni evidenza – prosegue – di criminalità, una materia di cui si deve occupare la giustizia e mi pare che gli inquirenti lo stiano facendo.

J.R.