Juventus: parte la missione-Milan

TORINO  – Giorgio Chiellini. Ecco, questo è l’unico dubbio. Le altre sono solo certezze. E, prima di ogni altra, quella di poter battere chiunque. Anche il Milan del Faraone, dunque. Bisogna dire subito che la Juventus di Conte difficilmente sottovaluta gli avversari o si concede pause di concentrazione. Quind, è facile pensare che il match di domenica sera verra’ affrontato con la bava alla bocca. Tantopiù ripensando allo scorso anno: si vuole cancellare il ricordo di Muntari (che non ci sarà) e dimostrare che la Juve può vincere anche senza gol fantasma. Non a caso, sullo sfondo, si registrano altri segnali positivi di distensione tra i due club, diversamente da quanto avviene con l’Inter. Ed infatti, Juve e Milan si sono scambiati rispettivamente gli auguri per il passaggio agli ottavi di Champions e, naturalmente, le congratulazioni per averli centrati.

Quella che dovrà affrontare il Milan è una Juventus dal morale ovviamente alto. Persino Giovinco, senza dubbio il più criticato nell’ultimo mese, si lascia scorrere addosso le perplessità della critica rispondendo dai microfoni di Sky:

– Non mi importa dei giudizi. Contano i risultati. E questi parlano chiaro: siamo primi in classifica. Abbiamo vinto la Supercoppa italiana, battuto i campioni d’Europa e siamo il miglior attacco.

El Shaarawy è un nome che mette paura, da due mesi a questa parte.

– In effetti lui sta facendo la differenza – conferma Giovinco, sinceramente ammirato di un compagno di azzurro che gli ha soffiato il posto in Nazionale

La squadra riparte inevitabilmente dalla notte del Chelsea per ‘copiarla’, per assumerne, soprattutto a livello psicologico, i benefici effetti: è una compagine che non ha avuto paura, ha imposto il gioco, ha sofferto, ha ampiamente sopperito ai soliti limiti in attacco. Conte lo ha ripetuto, ma la consapevolezza in merito non manca, che solo affrontando al massimo tutti gli avversari si può continuare a vincere. Nemmeno i soliti, quasi eterni ballottaggi in attacco creano problemi di sorta.

L.C.

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